Importazione di automobili con evasione di 20 milioni

Una frode fiscale da 20 milioni di euro nel settore del commercio di autoveicoli è stata scoperta dalla guardia di finanza capitolina che ha denunciato cinque persone per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. Segnalati all’erario, per il recupero, 12 milioni di euro di ricavi e 10 milioni di costi non deducibili. Accertate, infine, fatturazioni false per circa 3,2 milioni di euro in «emissione» e per 10,3 milioni di euro in «utilizzo». Cinque le società che acquistavano da fornitori comunitari rilevanti partite di autovetture. Il meccanismo ruotava attorno ad alcune imprese francesi, tedesche e italiane. In sostanza i principali fornitori comunitari cedevano, ma solo «cartolarmente», e quindi falsamente, i beni all’azienda romana, senza applicazione dell’Iva, mentre un’altra società capitolina a sua volta cedeva, con fatture false, i beni a clienti italiani, con applicazione dell’Iva trattandosi di normali cessioni nazionali: ma il versamento dell’Iva non veniva effettuato.