Imposta aggiuntiva del 5% sui redditi oltre 90mila euro Interessati 500mila italiani

Il cosiddetto «contributo di solidarietà», già previsto per i dipendenti pubblici, viene esteso anche ai lavoratori del settore privato. Sembra confermata la decurtazione del 5% sulla retribuzione eccedente i 90mila euro annui lordi, a cui va aggiunta un ulteriore taglio del 10% sulla parte eventualmente eccedente i 150mila euro. L’«eurotassa» sarà deducibile fiscalmente. Per i lavoratori autonomi, che non ricevono la busta paga, il prelievo sarà applicato in sede di dichiarazione dei redditi, con una maggiorazione dell’Irpef che, secondo alcune fonti, potrebbe scattare già a partire dal 41%, aliquota che si applica ai redditi superiori ai 55mila euro annui lordi. Per assicurare la tenuta strutturale della manovra, il «contributo di solidarietà» sarà esteso anche al 2013 - il biennio previsto dalla manovra per l’azzeramento del rapporto deficit/pil - senza spingersi fino al 2014, come avrebbe invece chiesto la Banca centrale europea. Da questo provvedimento, secondo le indiscrezioni trapelate, resterebbero esclusi i pensionati, che però potrebbero subire un taglio degli assegni d’oro già a partire dal prossimo settembre. Sembra esclusa definitivamente l’ipotesi di una tassa patrimoniale sulle case e le proprietà per la netta contrarietà di larga parte della maggioranza. Su oltre 41,4 milioni di contribuenti (39,5 dei quali dichiarano tra zero e 50mila euro l’anno), gli italiani interessati al prelievo una tantum, secondo le dichiarazioni dei redditi 2010 (e relativi all’anno fiscale 2009), sono circa 500mila, pari all’1,2%. I contribuenti con redditi superiori ai 150mila euro sono 143.368, mentre sono circa 350mila quelli con redditi compresi fra 90mila e 150mila. Di questi, 250.959 appartengono alla fascia 100-150mila euro e circa 72mila sono i contribuenti che dichiarano più di 200mila euro.