Impregilo e Astaldi, faville in Borsa Rialzo superiore al 3%, che riattizza le ipotesi di aggregazione

da Milano

Il parallelo, vistoso rialzo in Borsa, che ha visto sia Astaldi che Impregilo progredire con uno strappo superiore al 3% (rispettivamente più 3,7% e più 3,3%), ha nuovamente acceso un fascio di luce su quell’aggregazione da tutti auspicata, dibattuta, commentata, ma sulla quale non c’è nessuno disposto a confermare una trattativa. Il balzo di ieri, ovviamente, non è passato inosservato, e molti operatori lo hanno interpretato come sintomo di qualche segreto passo avanti in un processo che viene ritenuto ineludibile. In questa fase i riscontri formali sono improbabili, anche perché è aperta una partita preliminare: quella che riguarda l’uscita da Gemina dall’azionariato Impregilo. Il sistema di opzioni è scattato il 31 marzo: Igli (maggior azionista di Impregilo) ha due anni di tempo per esercitare un’opzione di acquisto sull’11,83% di Gemina; poi la parola passerà a quest’ultima, che potrà decidere se incassare solo contanti o anche una parte di azioni Igli. In quest’ultima società, poi, è in corso l’ingresso del gruppo Ligresti, attraverso Immobiliare Lombarda, che rileverà la grossa parte della quota di Efibanca. Sembrava che l’opzione di acquisto dovesse maturare in tempi rapidissimi, un paio di settimane. Invece nulla si è manifestato, ed è passato un mese; slittato anche l’ingresso di Ligresti, che sembrava dovesse essere immediatamente successivo.
Un’unica notizia di giornata potrebbe essere collegata al rialzo della sola Impregilo. Ieri sono infatti scaduti i termini per la partecipazione alla gara per lo smaltimento dei rifiuti in Campania, gara alla quale partecipa Asm di Brescia, insieme ad Ama di Roma, Amsa di Milano e Asia di Napoli e all'Unione degli Industriali della Provincia di Napoli. Attualmente proprio Impregilo svolge il servizio, su incarico del commissario per l’emergenza rifiuti, dopo la risoluzione - avvenuta ope legis nel dicembre 2005 - del precedente contratto, che prevedeva modalità mai realizzatesi: Impregilo, dopo la raccolta differenziata, avrebbe dovuto ottenere dai rifiuti combustibile solido da utilizzare in un termovalizzatore mai costruito. Una storia infinita, tipicamente italiana, fatta di veti incrociati e proteste di strada, che nel solo bilancio 2005 ha fatto esporre a Impregilo una perdita di 122 milioni; dal 1998, anno dell’assegnazione dell’incarico, la perdita è stata molto superiore. Che cosa c’entra tutto questo, si dirà, con Impregilo e la Borsa? C’entra: perché il futuro concessionario, nel subentro, dovrà pagare a Impregilo 360 milioni di immobilizzazioni materiali. Che il gruppo di costruzioni dovrebbe incassare prima della fine dell’anno.