Impregilo e il silenzio di Morgan Stanley

Toc toc. Qualcuno ci vuole rispondere? Consob, Morgan Stanley, per citarne due. Insomma non sarebbe disdicevole raccontare al mercato il giallo Impregilo. La prima società di costruzioni italiane, quella che per intenderci ha recentemente vinto l’appalto per il ponte di Messina. All’ultima sua assemblea, infatti, è spuntata tra i soci Morgan Stanley con circa l’8% del capitale. Dietro a Igli (sono i nuovi padroni con circa il 16%) e Gemina (11%). Già all’epoca segnalammo la stranezza, di questa improvvisa comparsa. Succede però che sono passate tre settimane. E nulla è cambiato nella conoscenza da parte del mercato. Sul sito della Consob, inoltre, la partecipazione, più che rilevante, della banca d’affari non è contemplata. Zero, assente. Poi, magari, tra qualche giorno spunta un nuovo socio privato. Un copione che abbiamo già visto nell’equity swap di Exor-Ifil-Fiat e riletto in Gemina con il balzo di Save. Insomma banche che comprano (fanno portage?) per soci che non si vogliono sul momento svelare. Il paradosso in questo caso è che Morgan Stanley non solo fa da scudo a un possibile cavaliere mascherato, ma financo non si evince dalle dichiarazioni Consob. Come sarebbe obbligatorio una volta superata la partecipazione del 2%. Insomma, dire che la vicenda è opaca è poco. Alla fine si potrà anche scoprire che si è consumato un drammatico errore di iscrizione nel libro soci. Oppure, come dalle parti di Morgan Stanley hanno detto in un primo tempo al Giornale, si tratterebbe di semplici «operazioni di trading». È troppo dunque chiedere conto ai diretti interessati, la banca d’investiemento in prima battuta, dell’intera vicenda. Ricapitolando. Cari signori di Morgan Stanely è vero che avete l’8% di Impregilo? Se così non fosse perchè risultavate nel libro soci, solo tre settimane fa? E se invece così fosse, perché il mercato attraverso le comunicazioni obbligatorie e pubbliche ancora non lo sa? Le stesse domande, c’è da scommettere, le ha già fatte Consob. Ma chissà quanto Morgan Stanley sarebbe stata più attenta se a porle fosse stata la Sec. O no?