Impregilo, Igli pronta a rilevare la quota di Gemina

L’opzione di acquisto sull’11% in mano alla finanziaria è esercitabile a partire da fine marzo

da Milano

Gli azionisti di Igli sono intenzionati ad esercitare l'opzione di acquisto sulla quota dell'11,829% di Impregilo in mano a Gemina e a rafforzare di conseguenza la loro posizione nel capitale della società, salendo ad oltre il 29% del capitale. È quanto hanno riferito fonti finanziarie all'agenzia Radiocor, che ne ha dato notizia ieri. Secondo queste fonti i patti parasociali sottoscritti nel 2005 prevedono per Igli, cordata che raggruppa Tesir (Techint/Sirti), Argo Fin (Gavio), Autostrade ed Efibanca, la facoltà di esercitare un'opzione di acquisto della quota di Gemina a partire dal 31 marzo 2006 fino al 2008. A sua volta Gemina (governata da un patto di sindacato che vede la presenza, fra gli altri, dei Ligresti, di Mediobanca e Generali) per la cessione della quota può chiedere un corrispettivo in contanti, oppure ottenere in cambio azioni di Igli di nuova emissione, per non oltre un sesto del capitale della cordata.
L’intesa sul nuovo assetto di Impregilo era stata raggiunta nella primavera scorsa, con l’ingresso nel capitale di Igli, avvenuto grazie a un aumento di capitale da 650 milioni che aveva diluito la quota di Gemina. In seguito all’arrivo dei nuovi soci erano cambiati anche i vertici: nuovo numero è Alberto Lina che ha sottoposto la società, caratterizzata ai tempi della gestione Romiti da una buon portafoglio commesse ma da un elevato indebitamento, a una drastica cura. Il trattamento sembra aver dato frutti in tempi relativamente brevi. La società è anzi al centro di voci e indiscrezioni che la indicano come possibile polo aggregante per la creazione di un forte operatore italiano nel settore del general contracting. Proprio ieri, tra l’altro, il quotidiano economico Mf ha riferito di contatti tra Salvatore Ligresti e Igli per un ingresso del finanziere di origine siciliana nel capitale della società.
Il titolo, che ieri ha chiuso in lieve calo a 3,3 euro, è ormai lontano dai minimi toccati nei giorni più drammatici della vita della società, quelli in cui trapelò la notizia di un’inchiesta della procura monzese sui bilanci del gruppo. Nelle scorse settimane il pm Walter Mapelli ha chiesto il rinvio a giudizio per gli ex vertici, Paolo Savona (presidente) e Pier Giorgio Romiti (amministratore delegato) con le accuse di falso in bilancio e aggiotaggio.