Impregilo, Igli «si prenota» per crescere

da Milano

Quattro euro e sessanta centesimi. È il prezzo di riferimento di una complessa operazione di equity swap che ha per oggetto Impregilo, stipulata ieri tra Igli (la finanziaria di controllo formata dai gruppi Benetton, Gavio e Ligresti con quote paritetiche) e la banca olandese Abn Amro. Il titolo del gruppo specializzato nella costruzione di grandi opere si è impennato in Borsa, con un progresso del 5,9%, portandosi verso il limite indicato nel contratto: l’ultimo prezzo è stato di 4,42 euro.
L’equity swap è sostanzialmente un’opzione. Igli ha dato incarico ad Abn di comprare sul mercato (nei prossimi 14 giorni) il 3% di Impregilo (12 milioni di azioni) a un prezzo massimo, appunto, di 4,60 euro. Tra 11 mesi, durata del contratto, Igli potrà decidere se acquistare le azioni, sempre a 4,60 euro, o di non esercitare questa facoltà. Se deciderà di lasciarle e il prezzo di Borsa sarà superiore, Igli riceverà la differenza da parte di Abn (che potrà a sua volta rivenderle sul mercato); se il prezzo sarà inferiore, la differenza dovrà pagarla Igli ad Abn.
Ma non è questo elemento speculativo l’obiettivo dell’operazione. Igli potrà esercitare il suo diritto ad acquistare il pacchetto da Abn - sempre a 4,60 euro - e a quel punto, salendo dal 29,5% al 32,5% di Impregilo, la controllante dovrà lanciare un’Opa obbligatoria allo stesso prezzo dell’equity swap: e cioè 4,60 euro. Se il prezzo di Borsa, a quel punto, sarà superiore, l’offerta andrà deserta, con conseguenze di rilievo: Igli avrà legittimamente scavalcato la quota del 30% e potrà acquistare un 3% all’anno senza più incorrere in obblighi di Opa. Fino a raggiungere, se nelle intenzioni, il 51%.
Gli analisti interpretano come strategica la mossa di Igli, il cui interesse è accentuato dai bassi corsi di Piazza Affari di questo periodo. Gli azionisti di controllo danno un segnale inequivoco di credere nella società e di volersi rafforzare. Impregilo è un’azienda sana, apprezzata in tutto il mondo per il suo know how: ma in questo momento vive l’incognita della situazione napoletana, avviata con la precedente gestione, nell’ambito della quale il tribunale partenopeo ha deciso il sequestro di 750 milioni di euro. Undici mesi di contratto permetteranno a Igli di vedere come si evolveranno le cose, e di decidere di conseguenza.
Intanto, Autostrade (Benetton), Argo (Gavio), e Immobiliare lombarda (Ligresti) si sono accordati sul rinnovo del patto che li lega. Elemento di novità è l’inserimento della clausola di «change control»: se cambierà la proprietà di una delle tre società, gli altri due soci avranno diritto ad acquistare le azioni. La clausola precedentemente non c’era, visti i colloqui all’epoca in corso tra Autostrade e Abertis.