«Per Impregilo non c’è solo Astaldi»

da Milano

Non solo Astaldi: non è segnata la strada della crescita per Impregilo, pronta invece a ogni reale opportunità offerta dal mercato. Lo ha detto ieri il vicepresidente di Impregilo, Antonio Talarico (amministratore delegato di Immobiliare lombarda, la società del gruppo Ligresti che ha rilevato il 33% di Igli, azionista di riferimento di Impregilo). «Il cda ha dato mandato al presidente, Massimo Ponzellini, di individuare un advisor per studiare il settore domestico nel quale opera il gruppo e la possibilità di eventuali aggregazioni o acquisizioni». La via con Astaldi non è segnata, dunque? «No, è solo una delle ipotesi e finora non c’è stato nulla. Ma in Italia ci sono molte altre belle aziende, penso a Condotte, a Pizzarotti, a Mazzi. Non è detto che siano in vendita, ma si tratta di guardarsi in giro. L’incarico di approfondire il mercato è stato affidato a Mediobanca, e aspettiamo i risultati dell’indagine e le soluzioni che ci verranno prospettate». Prevedete una crescita esclusivamente in Italia? «In Italia o all’estero. Ci sono molte belle aziende in altri Paesi e Impregilo è un marchio conosciutissimo ovunque. Oppure ancora cresceremo nell’impiantistica. La controllata Fisia Italimpianti, sotto la guida di Rosario Alessandrello, sta lavorando con successo; recenti sono tre belle commesse per impianti di desalinizzazione nel Qatar e negli Emirati arabi». Crescere è comunque una strada obbligata? «Lo dicono anche le banche nei loro rapporti: completato il risanamento, adesso è il momento del rilancio e dell’espansione. Oltretutto possiamo contare su un ottimo management». Lo slancio di Impregilo è riscontrabile anche in Borsa, dove il titolo in un anno ha guadagnato il 136% e ieri ha chiuso a 6,66 euro (meno 0,4%): Immobiliare Lombarda ce l’ha in carico a 4,1 euro.
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