Impregilo, Salini stringe la morsa su Gavio

Il gruppo Salini vuole Impregilo, ma la strategia per conseguire l’obiettivo non è ancora definita. Ieri in Borsa si è diffusa la voce secondo la quale il gruppo romano presieduto da Pietro Salini fosse pronto a lanciare un’Opa sul general contractor del quale ha rastrellato, ufficialmente, il 15% diventandone il primo azionista singolo. Le quotazioni di Impregilo si sono impennate e il titolo ha aggiornato i massimi degli ultimi dodici mesi per poi rintracciare chiudendo a 2,66 euro (+1,7%). Il mercato ha infatti scommesso sul lancio di un’offerta pubblica d’acquisto e, soprattutto, su una contromossa da parte degli attuali soci di controllo riuniti nel veicolo Igli (che detiene il 29,9%) che dopo l’uscita della famiglia Ligresti sono rimasti il gruppo Gavio e Atlantia dei Benetton. Gli imprenditori piemontesi hanno rilevato da Fonsai e dalla Milano il 33,3% di Igli per una valorizzazione unitaria di Impregilo pari a 3,65 euro.
Ma andiamo con ordine. Dopo una giornata intensa, il gruppo Salini, che ha tenuto sempre un profilo molto basso nella vicenda, ha diffuso un comunicato - richiesto da Consob - per circostanziare la propria posizione. Non è stata, infatti, assunta nessuna decisione «in merito a possibili offerte di acquisto o scambio aventi ad oggetto azioni Impregilo». L’Opa o l’Ops non sono infatti le uniche strade possibili. Salini, forte di una discreta di liquidità di circa 200 milioni, ha confermato «la volontà di perseguire un accordo di carattere industriale» e potrebbe anche arrivare alla soglia del 29,9% pareggiando la forza di Igli, andare in assemblea e cambiare i rapporti di forza.
I recenti rialzi del titolo non sono legati solo alla speculazione su eventuali Opa e contro-Opa, ma anche da acquisti di investitori istituzionali interessati alle prospettive di crescita della società in caso di integrazione con Salini. Che - diversamente della holding Gavio impegnata su più fronti - ha una forte compatibilità industriale con Impregilo giacché, soprattutto all’estero, operano in aree diverse. Le sinergie sono stimate nell’ordine dei 100 milioni di euro e, soprattutto, finora ha pagato le azioni Impregilo a un prezzo medio (2 euro) inferiore a quello al quale Gavio ha «rastrellato» dai suoi partner. Insomma, il messaggio è rivolto nuovamente al gruppo Gavio: sediamoci al tavolo e vediamo quel che si può fare o in assemblea sarà showdown.
Gavio e Benetton, per ora, cercano di mantenere la posizione e non prestano il fianco. È difficile ipotizzare che la holding veneta eserciti l’opzione sulla metà della quota di Igli (16,6%) che faceva capo all’Ingegnere di Paternò. Nell’incontro che si dovrebbe svolgere a breve fra i due soci si metteranno sul tavolo le carte. A Benetton interessa la controllata autostradale di Impregilo, la brasiliana Ecorodovias. Poi, se l’offerta pareggiasse quella ai Ligresti (3,65 euro), magari la metà della propria quota in Igli potrebbe essere ceduta. I margini per trattare ci sono, ma il tempo ovviamente non è amico perché in ogni caso l’eventuale raggiungimento di una partecipazione indiretta pari al 24% di Impregilo non mette al riparo da sorprese.