Impregilo, Techint (Rocca) uscirà dal capitale di Igli

Incarico a Mediobanca per vendere il 30% I rapporti con Gavio e con il gruppo Ligresti

da Milano

Il pesante scontro tra soci che ha contraddistinto gli ultimi mesi di Impregilo, la più grande impresa di costruzioni italiana, è sul punto di risolversi. La decisione che sblocca la spinosa situazione d’impasse riguarda il gruppo Techint della famiglia Rocca, che ha dato incarico a Mediobanca di vendere la propria partecipazione del 30% in Igli, la finanziaria che controlla al 29,8 il colosso del cemento. Le incomprensioni, se così si possono chiamare, erano soprattutto con l’altro socio al 30%, il costruttore e operatore autostradale Marcellino Gavio, e con il socio «entrante», ma tuttora in panchina, la Immobiliare lombarda del gruppo Ligresti, in predicato di acquisire il 20% appartenente a Efibanca (Banca popolare italiana). Mediobanca ora dovrà individuare il miglior successore ai Rocca, e questo sarà, con buona probabilità, un istituto di credito: si fanno i nomi di Banca Intesa e di Unicredito. La soluzione non dovrebbe essere altrove; di nuovi soci industriali non si parla, mentre è praticamente da escludere che uno degli altri azionisti di Igli possa acquistare in proprio la quota: non per capienza di portafoglio, ma per una questione di equilibri. Lo stesso gruppo Ligresti, già in odore di 20%, non disdegnerebbe il salto al 50%, ma è evidente che gli altri soci non lo permetterebbero. Se, piuttosto, la quota affidata a Mediobanca dovesse restare invenduta, verrebbe equamente distribuita tra Gavio (oggi al 30%), Autostrade (20%) e Efibanca-Ligresti (20%).
Quanto a quest’ultimo passaggio di consegne, progettato già nella primavera scorsa, è stato ritardato prima da un prezzo di Borsa troppo basso rispetto a quello pattuito, poi, quando il listino ha ridato le condizioni di fattibilità, dal dietro front proprio dei Rocca, che in giugno avevano dato invece il proprio ok.
Che cosa sia accaduto, e che cosa abbia alimentato i contrasti nella compagnia azionaria, non si è ben capito. Si sa, tuttavia, che proprio i Rocca avevano costruito un’operazione conveniente anche in termini di sinergie, che prevedeva la cessione del 30% di Igli e il successivo conferimento di Sirti (impiantistica) in Impregilo, in conto aumento di capitale: escamotage che avrebbe permesso di evitare un’Opa, trattandosi di un’operazione industriale. Caduta quest’ipotesi, che avrebbe aumentato la posizione di forza dei Rocca - e proprio per questo osteggiata da Gavio - il raffreddamento dei rapporti è avvenuto quasi automaticamente. Le relazioni tra Gavio e Ligresti, peraltro, appaiono eccellenti, e anche questo deve aver spinto la famiglia italo argentina a progettare l’uscita. Che, visto il valore di Impregilo (ieri meno 0,9% in Borsa), dovrebbe avvenire almeno con buona soddisfazione economica.