Imprenditore morto in un seminterrato

L'imprenditore Ariberto Luigi Maria Necchi Villa
della Silva aveva detto alla moglie: "Vado a Messa". Ma non è più tornato. Oggi è stato trovato morto vicino a un centro massaggi gestito da cinesi. Il corpo non presenta segni di violenze. Era cardiopatico: disposta l'autopsia

Milano - "Vado a Messa", aveva detto alla moglie. Ma non è più tornato. Il cadavere di un imprenditore nel ramo delle comunicazioni è stato trovato morto, questa mattiva, di fronte all’ingresso di un ampio centro massaggi in zona Lambrate a Milano. Al momento non si conoscono ancora le cause del decesso, anche se dai primi rilievi effettuati dalla polizia e dai carabinieri, pare non vi siano tracce di violenze. Resta da spiegare invece cosa facesse il noto imprenditore in quello stabile, dato che la moglie ne aveva denunciato ieri la scomparsa ai carabinieri.

La vittima La vittima è il giornalista, dirigente dell’agenzia di comunicazione Silva, Ariberto Luigi Maria Necchi Villa della Silva. La polizia ne ha rinvenuto il cadavere questa mattina, poco prima delle 10, di fronte all’ingresso di un centro massaggi gestito da cinesi al quale si accedeva da una decina di scalini a fianco del passo carrabile del civico 3 di via Pompeo Cambiasi. L’uomo, nato nel 1959, è stato riconosciuto dal suo tesserino di giornalista emesso dall’Ordine di Roma: si occupava, tra l’altro, dell’ufficio stampa dei premi Balzan, i prestigiosi riconoscimenti assegnati annualmente dalla Fondazione internazionale Premio Balzan attiva nel campo delle cultura e delle scienze. A quanto si apprende il giornalista sarebbe stato cardiopatico tanto che era da poco uscito dall’ospedale dove si trovava per accertamenti al cuore. Per questo gli inquirenti pensano possa essere morto per cause naturali: per far luce sulle cause della morte è stata disposta l'autopsia.

Indagini e rilievi Il cadavere non presenta alcun segno di violenza e, proprio per questo, i carabinieri ritengono che l’uomo possa essere deceduto in seguito ad un malore. È ora da capire se l’uomo possa essere deceduto all’interno del centro massaggi o all’esterno. Ma su questo sarebbe affrettato trarre delle conclusioni, perché le indagini sono, ovviamente, appena partite. In questo momento sono ancora in corso i rilievi da parte degli uomini del reparto scientifico dell’Arma, dopo che i medici legali hanno condotto i primi accertamenti del caso. Le indagini sono coordinate dal pm Alberto Nobili.
Gli investigatori escludono che l’uomo frequentasse il presunto centro massaggi gestito da alcuni cinesi a cui si accedeva tramite la porta nei pressi del ritrovamento del cadavere. I carabinieri del Nucleo investigativo sono entrati e hanno trovato il locale vuoto. Presenti solo alcuni letti.

Il luogo del ritrovamento Il seminterrato vicino al quale è stata trovata la vittima era stato segnalato in passato al commissariato di zona. I condomini in un esposto del 2007 avevano denunciato la presenza in quei locali di una sartoria clandestina. In seguito alle successive verifiche del commissariato Lambrate la polizia aveva sequestrato macchinari oltre che bombole Gpl e aveva denunciato il proprietario C. J., 35 anni, cinese. Un altro esposto è stato inviato lo scorso luglio dai condomini che lamentavano un via vai continuo di ragazze cinesi e hanno riferito il nome dell’attuale proprietario: Z. H. aggiungendo nell’esposto difficilmente reperibile. Una residente riferisce che fino a qualche giorno fa sulla porta era affisso un cartello con l’elenco dei massaggi e relativi prezzi. Il cartello terminava con la scritta: "E poi...".

I frequentatori del palazzo Il seminterrato, a cui si accede da una scala esterna al palazzo, si trova in prossimità dell’entrata per le auto nello stabile. I condomini dello stabile, interrogati davanti alla porta di casa, sostengono che il palazzo sia abitato in prevalenza da prostitute e cinesi. "Da questo palazzo vedo entrare ed uscire persone di ogni tipo", dice uno dei vicini. "Qualche mese fa ho visto alcuni materassi fuori dal seminterrato ad asciugare", riferisce un altro.

"Smentiamo tutte le malignità circolate sulla stampa" Così un collega del giornalista interpellato dall’Agi per un ricordo dell’uomo e del professionista smentisce con forza l’idea che la morte del "collega e amico" possa essere legata al centro massaggi gestito da cinesi attivo nello stabile in cui è stato ritrovato il corpo del giornalista. "Era una bravissima persona - spiega a nome dei colleghi, chiedendo di rimanere anonimo - Un caro amico, una persona dedita al lavoro ma anche agli altri. Faceva volontariato in una Cooperativa di cura e riabilitazione per disabili". Niente ricordi particolari perchè "son cose che vengono fuori col tempo - spiega - ricordo la grande amicizia che ci legava, oltre al rapporto professionale".