Imprenditore rapito a Palermo I banditi vogliono solo 300mila euro

Per gli investigatori è un sequestro anomalo. L’uomo potrebbe essere morto

da Palermo
È sparito nel nulla sabato scorso. E apparentemente si tratterebbe di un sequestro di persona, visto che ai familiari, dal suo telefonino cellulare, è arrivata una richiesta di riscatto. Ma sono troppe le anomalie della scomparsa a Borgetto, piccolo comune in provincia di Palermo, di un ricco possidente terriero di 68 anni, Pietro Michele Licari: strano il rapimento, in una terra in cui la mafia conta ancora parecchio e che vede l’ultimo sequestro a scopo di estorsione – quello, a Palermo, di uno dei Fiorentino, noto gioielliere – risalire addirittura al 1985; strana la cifra chiesta dai sedicenti sequestratori, circa 300mila euro, decisamente poco per un uomo notoriamente ricco. Di qui l’ipotesi, ben peggiore, sulla quale stanno lavorando gli investigatori, quella cioè che si tratti di un sequestro-lampo ad opera di balordi finito male, magari per la morte della vittima. O che, per ragioni tutte da verificare, Pietro Licari sia stato ucciso, e che il presunto rapimento sia solo un depistaggio.
È un giallo la misteriosa sparizione di questo facoltoso imprenditore, incensurato, ritornato nella sua Sicilia – la moglie e le figlie abitano a Roma - per stare con la madre e badare alle terre di famiglia. Un uomo senza ombre, senza contatti mafiosi, senza precedenti. Unico «neo», una lite finita in sparatoria nel 1977, per un problema di confine tra terreni. Ma è una storia di 30 anni fa.
Le ultime notizie di Pietro Licari risalgono a sabato scorso. A dare l’allarme, da Roma, è stata la moglie dell’uomo, allarmata dal fatto che il cellulare squillava a vuoto. Le ricerche sono scattate immediatamente. E subito è stata ritrovata, nelle campagne tra Partinico e San Giuseppe Jato, l’auto di Licari, nei pressi di un casolare di sua proprietà. Secondo quanto si è appreso la richiesta di riscatto è stata fatta utilizzando lo stesso cellulare di Licari. Una mossa falsa, che potrebbe portare all’individuazione della zona da cui è partita la chiamata. Gli inquirenti, come si diceva, temono che l’imprenditore sia stato ucciso.