«Gli imprenditori lombardi? Sono d’accordo col premier»

La coordinatrice di Fi Maria Stella Gelmini: «I vertici di Confindustria sono appiattiti sulla sinistra. Rischiano di perdere associati»

«Gli imprenditori lombardi, come tutti quelli d’Italia, stanno con Berlusconi. Anche lui un imprenditore che ha dimostrato il suo valore e non certo con i vertici di Confindustria ormai appiattiti sulla sinistra. Stiano attenti, rischiano di perdere iscritti». Il giorno dopo il Silvio «furioso» e l’affondo sul palco di Vicenza, la coordinatrice lombarda di Fi Mariastella Gelmini racconta di tantissime telefonate di approvazione al discorso del premier.
Solo approvazione o anche un po’ di sorpresa?
«Chi sperava che Berlusconi conducesse una campagna elettorale in difesa aveva fatto male i conti».
C’è chi lo accusa di aver alzato un po’ troppo i toni.
«Ha semplicemente denunciato un pericoloso intreccio tra la sinistra di Prodi, la Cgil, certa stampa, il mondo della finanza».
E gli attacchi di Confindustria?
«Ingiustificati. Tutti sanno che il governo ha fatto bene nonostante l’aumento del prezzo del petrolio, l’euro di Prodi, il dopo 11 settembre».
Non è la solita filastrocca?
«Si possono aggiungere anche l’ingresso della Cina e dell’India nel mercato mondiale. Ma nonostante tutto Berlusconi ha garantito la tenuta sociale, quella dell’economia, i conti pubblici in ordine».
La sinistra dice che per rilanciare l’Italia bisogna cambiare.
«Gli imprenditori sono preoccupatissimi di una vittoria del centrosinistra, una coalizione che non è d’accordo su nulla. Ostaggio di un’ala estrema fortemente ideologizzata».
Il governo ha fatto abbastanza?
«Il Pil non è affare del governo, ma delle imprese. Un premier deve far diminuire le tasse, calare il costo dello Stato e quello del lavoro. Modernizzare le infrastrutture, l’amministrazione, i servizi».
Vostre proposte?
«La detassazione totale degli straordinari, degli utili reinvestiti nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, l’abolizione della tassa sulle piccole insegne commerciali, l’introduzione del rimborso Iva nei tempi commerciali (60-90 giorni) e il versamento dell’Iva solo dopo l’incasso della fattura».