Impresa di McEwen, Cancellara rimane in giallo

L’australiano cade, rientra a 7 chilometri dall’arrivo e vince in volata. A Londra 2 milioni di persone in strada per il Tour

Linee invisibili, traiettorie fantastiche. Il Tour partito dal meridiano di Greenwich raggiunge Canterbury, nel ducato del Kent, con la rapidità, la foga e le sembianze di Robbie McEwen, che non disputa una volata, ma un assolo di rara potenza ed efficacia.
Pare un proiettile che compare dal nulla a doppia velocità. Nessuno gli tiene la ruota, nessuno riesce a contrastarlo in quella che è la prima tappa di questo Tour de France partito tra il clamore e l’entusiasmo della Gran Bretagna. Quanti appassionati: le stime ufficiali dicono di oltre due milioni di spettatori disseminati lungo tutti i 203 chilometri di corsa, il sindaco Ken Livingstone ha valutato un giro d’affari di 170 milioni a fronte di una spesa di 7,4.
Quanti battuti alle spalle di questo australiano di 35 anni che gioca con la bicicletta come se fosse un ragazzino, e ogni volta che vince (settima vittoria stagionale, 108 in carriera, 12ª al Tour) pare esserlo davvero, nonostante una caduta a 22 chilometri dal traguardo (rientra in gruppo che ne mancano 7) e la mano destra dolente.
Un proiettile sotto il cielo di Canterbury, che sfiora l’asfalto e incenerisce il norvegese Thor Hushovd e il belga Tom Boonen. Nessun italiano nei primi dieci. Bennati neanche si vede, Danilo Napolitano si fa invece vedere (al momento dello sparo di McEwen, il siciliano è in terza posizione, ndr), ma poi resta chiuso nelle retrovie. La tappa entra nel vivo dopo 6,5 km dalla partenza da Londra grazie a David Millar, unico superstite di un attacco a cinque subito stoppato dal gruppo: il 30enne scozzese viene poi raggiunto da Augé, Bichot, Grivko e Kuschynski e i cinque raggiungono un vantaggio massimo di 6’10” dopo 110 km. A questo punto si mette in moto la Csc, la squadra della maglia gialla Fabian Cancellara (lo svizzero è ancora il leader), e le squadre dei velocisti decidono che è il momento di muoversi e fare qualcosa per andarli a prendere. A 50 km dall’arrivo cedono tutti tranne Millar (che come ricordo si porta in albergo la prima maglia a pois di miglior scalatore: tre salite di quarta categoria, la più alta di 187 metri). A diciotto chilometri dal traguardo il gruppo torna compatto, prima dello show di McEwen.
Ieri sera i corridori sono tornati in continente attraverso l’Eurotunnel. Oggi si parte dalla Francia, ma questo Tour fatica a restare francese, tanto è vero che partirà da Dunkerque, ma si concluderà in Belgio, a Gand, dopo 168,5 km: e nella città dove scatta la classica più amata dai velocisti, la Gand-Wevelgem, quasi certamente saranno ancora gli sprinter a contendersi la vittoria finale.