Imprese aperte alle donne: sono già pronti «Mille curricula»

Le donne come risorsa per l'economia e la società: chi conosce Lella Golfo sa che non si tratta di slogan. Di idee concrete si è infatti parlato a Palazzo Clerici nell'ambito del seminario internazionale «Donna, Economia & Potere» promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, di cui l'onorevole Lella Golfo (Pdl) è presidente. Del resto, c'è molto da fare: a seguito della legge sulle quote di genere promossa dalla Golfo insieme ad Alessia Mosca (Pd) in vigore dal 28 luglio 2012, molte donne entreranno negli organi sociali delle società quotate e delle controllate dalle pubbliche amministrazioni. Bisogna tuttavia far sì che il cambiamento non sia solo formale ma sostanziale. Ecco allora che il tema di questa due giorni milanese (presenti anche il governatore Roberto Formigoni, il sindaco Giuliano Pisapia, i ministri Mara Carfagna e Annamaria Bernini) è il valore delle donne come risorsa per l'innovazione sociale. Tante le relatrici, tra cui Annamaria Tarantola, vicedirettore alla Banca d'Italia, Donatella Treu, ad del Gruppo 24Ore, e Linda Sabbatini, direttore Dipartimento statistiche sociali ambientali dell'Istat, ma soprattutto sul tavolo un progetto concreto: i «Mille curricula eccellenti» raccolti dalla Fondazione Bellisario. Mille in realtà non sono: sono molti di più (circa 2.500) quelli raccolti dalla Fondazione che negli scorsi mesi ha «chiamato alle armi» i talenti italiani femminili desiderosi di mettersi in luce. Di questi curricula, 1.700 sono stati certificati da due prestigiose aziende del personale quali Heidrick & Struggles e Beyond International. I settori di provenienza, le esperienze fatte, il corso di studi sono tra i più disparati, così come le età delle candidate (da neolaureate a senior manager). «Mille curricula eccellenti» è un progetto sociale, un modo per smuovere il dibattito sul talento femminile con fatti concreti: ora la Fondazione ha un patrimonio prezioso cui le aziende, se lo vorranno, potranno attingere quando le donne dovranno entrare - per legge - nei cda delle società quotate.