Le imprese chiedono garanzie sul credito

da Roma

I numeri confermano le sensazioni, e lo scorso mese di agosto sembra rappresentare il momento di svolta, purtroppo negativo, dell’economia. Dopo i dati neri della produzione industriale (-14,3%) e il deficit del commercio estero (-2,1 miliardi di euro), ieri l’Istat ha registrato il crollo di fatturato e ordinativi dell’industria: -11% il primo, rispetto allo stesso mese del 2007, e -5,2% i secondi. Rispetto a luglio, il fatturato è sceso del 3% e gli ordini dello 0,3 per cento. La flessione delle commesse è dovuta, per la gran parte, al mercato estero (-12,8%). Molto negativi i dati del comparto automobilistico, con fatturato e ordini in calo del 32,7% e 23,9 per cento.
Il momento difficile dell’industria manifatturiera è evidente. Associazioni imprenditoriali, come Confcommercio e Confapi, e centri di ricerca come il Cerm parlano apertamente di recessione in atto, «di dimensioni e durata incerte». E ad aggravare il fenomeno si aggiungono altre difficoltà, a partire da quelle sul fronte del credito. Per discutere dei rischi del credit crunch si sono incontrate a Milano Confindustria e Associazione bancaria. Banche e imprese hanno convenuto di rispondere in maniera compatta alla situazione di crisi. «Pur riconoscendo che il momento è difficile - dice Emma Marcegaglia - pensiamo che sia giunto il momento di lavorare insieme per tornare alla normalità, evitando il panico». Un invito condiviso da Corrado Faissola, presidente dell’Abi, che parla di «alleanza finanziaria» banche-imprese.
Secondo il bank lending survey citato nel recente Bollettino economico di Bankitalia, «nel secondo trimestre 2008 le banche italiane hanno operato un irrigidimento dei criteri adottati per l’erogazione dei prestiti alle imprese». Una situazione che sarebbe migliorata in estate. Faissola ha chiesto alle banche di approfittare dei nuovi strumenti a disposizione, come gli swap di titoli con Bankitalia. Secondo Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, nell’incontro «molto costruttivo» si è discusso anche di come rafforzare ulteriormente i consorzi fidi, pari a 10 miliardi di euro.
I tavoli di confronto banche-imprese si ripeteranno, e si allargheranno anche a livello locale. Previsto un monitoraggio su eventuali problemi nell’erogazione del credito. Nei prossimi giorni Confindustria e Abi discuteranno dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione, 60-70 miliardi di euro che rappresentano un problema sia per le aziende che per gli istituti di credito. Da parte sua, il presidente della Confindustria ha chiesto con forza il ripristino di una situazione di normalità nel mercato interbancario, e un nuovo taglio «importante» dei tassi da parte della Bce. Al governo, gli imprenditori presenteranno un pacchetto di proposte al Forum bolognese della Piccola industria di fine mese, chiedendo la detassazione degli utili reinvestiti e degli ammortamenti.
Riunite ieri nella sede del Medef (la Confindustria francese), le associazioni imprenditoriali di Francia, Italia, Germania, Regno Unito ed Usa hanno deciso di istituire una task force per fare proposte concrete ai governi per uscire dalla crisi. Marcegaglia, nell’occasione, ha espresso qualche riserva sul possibile abbandono del patto di stabilità Ue. Il motore della crescita - ricordano le imprese dei cinque Paesi - devono essere le aziende private, non l’aumento della spesa pubblica: dunque, va bene l’intervento statale in questo momento, purché sia di breve durata. «No», infine, a forme di protezionismo sempre in agguato nei momenti di stagnazione e recessione.