Imprese in crisi, accuse alla Regione

Gargano (FI): «Ditte danneggiate, Marrazzo intervenga»

La Giunta Marrazzo impedisce a tutti i cantieri di edilizia privata del Lazio e a quelli di edilizia pubblica di tutti i Comuni eccetto Roma di proseguire regolarmente la propria attività: a denunciarlo è il consigliere regionale Giulio Gargano (Fi) che sullo smaltimento in discarica dei materiali di scavo ha presentato un’interrogazione urgente a risposta immediata al Presidente della Pisana. «Con un recente decreto per l’emergenza ambientale nel territorio della regione - spiega Gargano nell’interrogazione - il conferimento in discarica delle terre e delle rocce derivanti dalle attività di scavo è stato autorizzato soltanto per i cantieri pubblici o d’interesse pubblico aperti nel comune di Roma e non per le centinaia di cantieri di opere pubbliche aperti negli altri Comuni e per tutti quelli di edilizia privata, i quali quindi sono impossibilitati a conferire le terre di scavo in siti di recupero ambientale. Al momento numerosi progetti autorizzati per la realizzazione di opere che comportano scavi di terre e rocce sono nella condizione di non poter essere realizzati in quanto non sussistono procedimenti che consentono il trasferimento in siti autorizzati, dato che non vengono emessi i necessari provvedimenti autorizzativi - afferma Gargano -. Il risultato è la paralisi dell’economia delle piccole e medie imprese che operano nel settore, con gravi ricadute per la sopravvivenza delle stesse, nonché il rischio per la perdita del posto di lavoro da parte degli addetti, e magari tutto ciò potrebbe arrecare vantaggio solo ad alcuni operatori del settore. È necessario perciò intervenire al ripristino delle modalità di smaltimento dei rifiuti provenienti dagli scavi, nonché verificare l’adeguatezza dei sistemi attualmente vigenti prima che la situazione degeneri in maniera irreversibile». Gargano chiede quindi a Marrazzo «quali interventi l’Amministrazione Regionale intenda porre in essere con estrema urgenza, al fine di intervenire al ripristino delle modalità di smaltimento dei rifiuti provenienti dagli scavi, nonché verificare l’adeguatezza dei sistemi attualmente vigenti prima che la situazione degeneri in maniera irreversibile».