Le imprese femminili sono cresciute di più di quelle maschili

di Lella Golfo*

Nelle società quotate in Borsa, le donne rappresentano poco più del 6% e, nel bacino delle società controllate dalle Pubbliche amministrazioni, si stima che la loro presenza non arrivi al 4%. Per questo, sin da subito, non ho esitato a definire la legge sulle quote rosa un traguardo epocale, in quanto per la prima volta in Italia si creerà una vera leadership femminile. Grazie a questa legge, a partire dal 2012 le società quotate e controllate dovranno avere nel loro cda e nel loro collegio sindacale almeno il 20% di donne, per arrivare al 30% nel 2015. Le aziende che non si adegueranno avranno prima un richiamo da parte della Consob, successivamente una multa da 100mila a 1 milione di euro, fino alla decadenza dell'intero consiglio d'amministrazione. Ad avere sostenuto questo traguardo è stato un fiume di donne. Una vera catena di solidarietà.
Hanno risposto ai miei appelli, hanno mandato lettere ai presidenti di Camera e Senato, e ai quotidiani, e al momento della votazione hanno riempito le tribune. Bisogna radicare una mentalità nuova per la quale donne e uomini devono avere le stesse chance, sia nell'accesso al lavoro sia nelle possibilità di carriera. Occorre, poi, mettere mano a un welfare che potenzi i servizi e risolva l'annoso problema della conciliazione tra vita lavorativa e famiglia. Anche se penso che, pure in questo ambito, sia la mentalità a dover cambiare. I congedi di paternità, per esempio, esistono già, ma non vengono sfruttati. Personalmente ho presentato una proposta di legge che mira a estenderli e renderli obbligatori. Credo che le nuove generazioni abbiano già fatto propria una maggiore parità sostanziale, ora bisogna radicarla nella società tutta. Qualcosa sta già cambiando, gli ultimi dati di Unioncamere segnalano che le imprese femminili sono cresciute più di quelle maschili, soprattutto al Sud; dunque, l'imprenditoria femminile può rappresentare la strada giusta per attivare un circolo virtuoso con effetti sul tasso di occupazione femminile.
*Presidente della Fondazione Bellisario