Imprese, fiducia giù E l'uso degli impianti è al minimo storico

Allarme dell'Isae: peggiora a gennaio la fiducia delle imprese con
l'indice che cala a 65,5. Crolla il grado di utilizzo degli impianti produttivi attestandosi sui minimi storici. Resta positivo l'accesso al credito

Roma - Peggiora a gennaio la fiducia delle imprese manifatturiere, con l'indice, considerato al netto dei fattori stagionali, che cala a 65,5 da 66,8 di dicembre, confermandosì così ai minimi della rilevazione. A pubblicare questi dati piuttosto preoccupanti è l'Isae, che fornisce anche un altro segnale della crisi in corso: il grado di utilizzo degli impianti produttivi, nel quarto trimestre, è sceso da 75,4 a 69,9 punti, attestandosi sui minimi storici.

La fiducia crolla A gennaio, afferma l'Isae commentando il dato sul calo della fiducia, peggiorano sia la componente interna sia quella estera della domanda. Restano, invece, costanti su livelli storicamente negativi le valutazioni relative alle scorte di magazzino e alle prospettive a breve termine della produzione. Differenze si riscontrano tuttavia a livello settoriale e territoriale: l'indice continua a scendere nei beni intermedi e di consumo e recupera leggermente nelle imprese produttrici di beni di investimento. A livello territoriale l'indice scende nel Nord Est, Nord Ovest e nel Centro ed è in lieve miglioramento invece nel Mezzogiorno.

L'accesso al credito Segnali leggermente meno negativi vengono infine dalle domande relative alle condizioni di accesso al credito, con una diminuzione della quota di imprese che le ritiene peggiorate rispetto allo scorso mese. Insieme al calo dell'utilizzo degli impianti, e coerentemente con esso, l'Isae registra anche un crollo delle ore lavorate e un aumento della quota di quanti giudicano più che sufficiente l'attuale livello della capacità produttiva. Calano l'afflusso di nuovi ordinativi e la durata della produzione assicurata sulla base del portafoglio ordini; le imprese segnalano inoltre l'esistenza di crescenti ostacoli alla produzione dovuti a scarsità di domanda. Cedono anche bruscamente le attese a breve termine sul volume delle esportazioni e cala la percezione delle imprese circa la propria posizione concorrenziale.