Imprese, ok alla legge anti-burocrazia

da Roma

Avviare un’impresa sta per diventare radicalmente più semplice: un’autocertificazione, e dopo solo sette giorni dalla dichiarazione di inizio attività - in assenza di divieti o di richieste di chiarimenti - si parte. È stato approvato ieri a Montecitorio, con un largo voto bipartisan, ma con il «no» della Lega Nord e l’astensione dei Verdi, il disegno di legge Capezzone: un testo che capovolge il rapporto fra imprenditore e burocrazia. Non più la defatigante trafila delle autorizzazioni preventive per aprire un’attività imprenditoriale o la realizzazione di impianti produttivi; ma la semplice presentazione di una dichiarazione autocertificata, con controlli a posteriori e attuati in tempi rapidi e certi.
Il provvedimento, che ha recepito parte del ddl Bersani sulle liberalizzazioni, ora passa al Senato per l’approvazione definitiva, che dovrebbe giungere prima della pausa estiva. Il consenso trasversale di cui ha goduto a Montecitorio (392 «sì», 16 «no» e 22 astenuti il risultato del voto) dovrebbe garantire al testo un passaggio non difficile a palazzo Madama, anche se i Verdi, con il capogruppo alla Camera Angelo Bonelli, confermano che si batteranno contro una legge che «entra in collisione con le norme sui piani urbanistici».
Ma che cosa cambia per l’imprenditore, con le nuove norme? In sintesi i tre articoli del provvedimento, firmato dal presidente della commissione Attività produttive della Camera Daniele Capezzone (Rosa nel pugno), dispongono una sostanziale semplificazione degli adempimenti amministrativi. Oggi le autorizzazioni per l’apertura di un’attività oscillano fra le 60 e le 80, molto spesso inutili. «Il fardello della burocrazia ci costa oltre 13 miliardi l’anno», osserva Giorgio Guerrini, presidente della Confartigianato. Ed ecco, in pillole, le novità.
A) Chi intende realizzare, o modificare, un impianto produttivo presenta allo «sportello unico» per le imprese (se un Comune ne è sprovvisto, il sindaco dovrà indicare l’ufficio competente) una dichiarazione che attesta i requisiti previsti, con i documenti di conformità firmati dal progettista. La possibilità di avviare immediatamente i lavori per un impianto è esclusa soltanto quando i nulla osta riguardano la tutela del patrimonio storico-artistico-paesaggistico, la sicurezza e la difesa nazionale, l’utilizzo di impianti nucleari, la produzione di armi, gli impianti petroliferi o per il trattamento dei rifiuti. A sua volta lo sportello unico rilascia, a vista, una ricevuta che costituisce titolo per l’avvio dei lavori.
B) Per aprire un’attività imprenditoriale, commerciale o artigianale sarà necessario attendere solo 7 giorni dalla presentazione della domanda autocertificata, in assenza di divieti. Entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di inizio attività, l’amministrazione può notificare, motivandoli, provvedimenti di divieto. Lo sportello unico non può richiedere più di 4 copie cartacee dei documenti che vanno allegati alla domanda di inizio attività. Eventuali altre copie saranno consegnate per via telematica, in formato elettronico.
C) C’è anche un rovescio della medaglia: in caso di dichiarazioni e autocertificazioni false, interviene direttamente l’autorità giudiziaria che, oltre alle sanzioni di legge, può ordinare il ripristino delle condizioni originarie a spese dell’impresa che ha compiuto l’illecito.
D) Anche se il ddl è all’insegna della rapidità, il Parlamento si prende ben 180 giorni a far data dall’approvazione definitiva per far diventare operative le norme.
Tutto questo, a spanne, significa che la semplificazione non partirà prima dell’inizio del 2008. In questi sei mesi, la macchina burocratico-amministrativa dovrebbe adeguarsi alle nuove regole dello sportello unico.