Le imprese vedono il futuro meno nero: oltre il 58% positivo sui prossimi tre anni

Le aziende vedono uno spiraglio: si attenua il pessimismo delle imprese, che aveva registrato un tonfo alla fine del 2008, e, anche se in un clima ancora difficile, migliorano le valutazioni sulle prospettive del proprio contesto operativo. A rilevarlo è l’indagine trimestrale realizzata in marzo dalla Banca d’Italia e dal Sole 24 ore su 440 imprese con meno di 50 addetti. L’analisi - pubblicata sul quotidiano economico - sembra avvalorare le parole del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che solo tre giorni fa, parlando a margine dell’Ecofin di Praga, ha lasciato intendere che nelle condizioni generali dell’economia c’è qualche speranza in più.
Sulle prospettive di breve periodo il saldo tra le valutazioni ottimistiche e quelle pessimistiche rimane negativo di 55 punti, ma risale rispetto ai -64 punti dell’ultimo trimestre 2008 che aveva visto un netto peggioramento sul -30% dei primi tre trimestri. Scende infatti dal 66,3 al 60,2% la quota degli imprenditori che vedono nero nei prossimi tre mesi; sale dal 32 al 36% il gruppo di chi punta a una situazione stazionaria, e passa dall’1,5 al 3,7% chi si dice ottimista.
Ma basta guardare un po’ oltre per scoprire aspettative più rosee. Nei prossimi tre anni gli imprenditori che prevedono miglioramenti sono pari al 58,5% (erano al 48,7% solo tre mesi fa) e scende la quota sia di chi ritiene che la situazione resterà invariata (dal 27,1 al 20,3%) sia di chi rimane pessimista a oltranza (dal 24,4 al 21,1%).
Gli imprenditori temono maggiormente l’andamento degli ordini e quello delle variazioni di accesso al credito e solo al terzo posto indicano l’incremento del costo del lavoro. Ma sul fronte del credito, Bankitalia segnala che, rispetto al sondaggio condotto in dicembre, scende dal 41 al 37% la percentuale delle imprese che ritiene di avere peggiori condizioni di accesso al credito.
Il dato trova confronto anche in un’altra indagine, realizzata da Mediobanca, secondo la quale il 53,1% delle imprese non ha avuto difficoltà nell’accesso al credito, il 17,1% non ha richiesto prestiti e il 29,8% ha incontrato qualche difficoltà. Sarebbe però solo dello 0,9% la quota dei finanziamenti negati o delle richieste anticipate di rimborso.
Il quadro resta fosco, invece, sul fronte dell’occupazione. Circa un terzo delle imprese intervistate prevede una diminuzione degli addetti, anche se cala di 12 punti il divario tra chi prevede di ridurre i propri lavoratori e chi, invece, prevede di fare qualche assunzione.