«Impronte ai bimbi rom? Ma qui le prendiamo già»

Chi non riesce a dimostrare la propria identità viene fotografato. Anzi, per la precisione, fotosegnalato. Accade da 67 anni, dal 1941 quando entrò in vigore il «testo unico della legge di pubblica sicurezza». Dunque, stiamo assistendo a polemiche di troppo attorno alla richiesta del ministro degli Interni di raccogliere le impronte digitali dei minori rom. Toni accesi, superficiali e un po’ tanto al chilo. Come dire: «Una polemica che non ha ragione d’essere» chiosano dalla Prefettura: «Parliamo di cose che esistono da sette decenni. Tutto perfettamente legale».
«Tutto» consentito - aggiunge il prefetto Gian Valerio Lombardi - «disponibile» ai consigli, se ci fossero altre buone idee». La buca delle lettere di Palazzo Diotti, sede dell’amministrazione governativa (...),