Improvvisava ispirandosi allo zen e all’I-Ching

«Tutte le persone che ho incontrato mi hanno influenzato, tutto ciò che è accaduto e ancora mi accade mi influenza». Forse sono proprio queste parole a riassumere lo spirito di John Cage, classe 1912, compositore geniale nato a Los Angeles che si accostò alla musica dopo un viaggio in Europa. Fu allievo di Richard Buhling, Henry Cowell, Adolph Weiss e Arnold Schönberg. La sua genialità ed inventiva lo portarono a dare vita ad un linguaggio unico e dissacrante, spesso ritenuto «scandaloso», e nelle sue composizioni assolutamente innovative trovano posto silenzio, suono e rumore. Nel suo cammino fatto di ricerca e sperimentazione, Cage raccolse spunti dalla filosofia Zen, dal balletto, grazie al sodalizio con Merce Cunningham, e dalla lettura dell'I-Ching, il libro cinese dei cambiamenti, che lo condusse a sviluppare e perfezionare le tecniche casuali di composizione ed esecuzione, in cui l’interpretazione così come l’esecuzione stessa vengono lasciate alla libertà di chi interpreta.