Imputato rivede la moglie in tribunale e sviene

Sarà stata l’emozione di rivedere la sua giovane compagna dopo tanto tempo. Sarà stata la paura di ascoltare dure parole di accusa dalla sua bella bocca. Oppure sarà stata la rabbia di trovarsela lì davanti, una bella pakistana di ventisette anni, senza neppure poterla toccare, senza poterle dare uno schiaffo e persino tentare di ucciderla. Fatto sta che un uomo di quarant’anni, ieri mattina, durante il processo che lo vedeva imputato, alla comparsa della moglie in aula, è stato colto da tremori ed è crollato a terra privo di sensi.
Un modo davvero poco coraggioso di fronteggiare quella che, dopo essere stata la sua donna, è diventata la sua accusatrice. L’uomo, infatti, anch’egli di nazionalità pakistana, è sotto processo perché accusato di aver tentato di uccidere la moglie serrandole un foulard intorno alla gola. La donna, ieri mattina, per la prima volta faceva la sua comparsa in tribunale per dare la sua testimonianza.
Ma per ascoltare quello che la giovane ha da dire bisognerà ancora attendere. Allo svenimento dell’uomo, infatti, il collegio giudicante ha sospeso il processo, fissando le prossime udienze al primo e al 14 aprile.
La storia di violenze in seno a questa famiglia va indietro nel tempo. I due si sono sposati ed hanno una bambina in tenera età. Presto qualcosa è successo nei rapporti tra moglie e marito tanto da portare quest’ultimo a tentare di uccidere la donna strozzandola. Ultimo gesto di una serie continua di vessazioni e umiliazioni che portarono anche a minacce di morte. La giovane pakistana trovò però il coraggio di denunciare l’aggressione alla polizia che, avviata un’indagine coordinata dal pm della procura di Genova Patrizia Petruzziello, è giunta all’arresto. L’uomo è rinchiuso in carcere dall’aprile del 2008.