«Inadeguati», «protezionisti»: alta tensione tra Parigi e Praga

Parigi e Praga sull’orlo della crisi diplomatica. Dopo qualche settimana di punzecchiamenti e malumori incrociati ieri la tensione è esplosa sui giornali. Motivo del contendere le esternazioni di Nicolas Sarkozy e una gestione che in Francia molti giudicano incerta del semestre di presidenza europea, affidata fino a giugno ai cechi.
Così il premier di Praga, Mirek Topolanek, in un’intervista al giornale Hospodarske Noviny, ha avvertito che il suo Paese potrebbe non ratificare il Trattato di Lisbona. La colpa sarebbe di una sortita «protezionistica» del titolare dell’Eliseo che nei giorni scorsi aveva deplorato i processi di delocalizzazione delle case automobilistiche francesi: devono concentrare le fabbriche in patria, aveva dichiarato il presidente francese, anziché trasferirle in Paesi come la Repubblica Ceca. «Ciò che ha detto Sarkozy è incredibile», ha commentato Topolanek: «se qualcuno voleva minacciare seriamente la ratifica del trattato di Lisbona, non poteva scegliere mezzo o momento migliori».
Il Parlamento ceco dovrebbe avviare la settimana prossima l’esame del Trattato, di cui il governo aveva auspicato la ratifica malgrado alcune perplessità e la netta opposizione del presidente Vlaclav Klaus. Ma dietro la sortita di Topolanek ci sono anche le tensioni che hanno accompagnato il passaggio di testimone alla guida dell’Unione Europea. Sarkozy, che ha continuato ad assumere iniziative diplomatiche a nome dell’Unione anche dopo la fine del suo semestre, qualche tempo fa, in un’intervista aveva liquidato il basso profilo della presidenza ceca affermando che «fa quello che può».
Nei giorni scorsi sui giornali francesi erano trapelate indiscrezioni su una sempre maggiore insofferenza del presidente francese di fronte all’incapacità ceca di prendere iniziative per affrontare la sempre più grave crisi economica.