Inarrestabile e fedele amica di soldati e forze dell’ordine

da Courmayeur (Aosta)

Prodotta in due serie tra il 1951 e il 1987, la Campagnola è arrivata nel Dopoguerra e la sua presenza si è diffusa in fretta nel periodo della ricostruzione, poiché ha subito indossato divise d’ordinanza di tutte le Forze armate e dell’ordine.
Nata con un motore a benzina di 1.9 litri è stata equipaggiata, dal 1953, anche con un diesel di analoga cilindrata che ha contribuito a diffonderne fama e presenza tra coloro che necessitavano di un 4x4 robusto e affidabile, tanto che della prima generazione - prodotta sino al 1973 - sono stati sfornati quasi 40mila esemplari.
Tutti con carrozzeria torpedo, o se preferite, telonata sono stati impiegati per i compiti più svariati - dalla vettura che agguanta il record nell’attraversamento dell'Africa da Algeri a Città del Capo al carro attrezzi sino alla...Papamobile - sulla spinta di quanto suggerivano i lineamenti austeri, ma simpatici, e soprattutto della potenzialità offerta da quanto non si vedeva. Infatti, il solido telaio a longheroni (separato dalla carrozzeria) e la catena cinematica - ovviamente con trazione integrale inseribile e ridotte - erano assai all’avanguardia per quei tempi.
Pensionata la prima generazione, evoluta nel corso degli anni soprattutto nei picchi di potenza delle motorizzazioni, la Fiat ha presentato la seconda serie della Campagnola nel 1974 che, al pari della sua progenitrice, era un’auto all’avanguardia.
Infatti, aveva una scocca portante (ovvero con telaio e carrozzeria integrati) e adottava sospensioni a ruote indipendenti, anziché a ponte rigido, oltre che molti motori - all’inizio quelli della 132 e successivamente anche un diesel di gran tiro per l’uso fuoristradistico - allo scopo di ottimizzare guidabilità, comportamento e comfort in tutte le situazioni di utilizzo. La Campagnola arrivava anche trasportare sino a sette persone, grazie alla gamma che si affiancava alle versioni a passo corto, quelle lunghe e con carrozzeria chiusa.