Inaugurato il belvedere al 31esimo piano del Pirellone Formigoni: «Sarà una finestra affacciata sulla Lombardia»

Giò Ponti l’aveva immaginata come una piazza aerea. Così, il suo Pirellone, restituiva ai milanesi quello spazio che il grattacielo occupava nella piazza della Stazione Centrale. Una grande vetrata su Milano, dal 31esimo piano, che Roberto Formigoni restituisce al pubblico dopo i lavori di restauro del Palazzo Pirelli seguiti all’incidente del 2002, quando un aereo da turismo si schiantò all’altezza del 26esimo piano.
«Lavori di ristrutturazione completati nel rispetto delle idee originarie di Ponti e con l’obiettivo di rendere fruibile per i cittadini e i visitatori uno spazio unico e dal grande fascino» chiosa il presidente della Regione Lombardia. Infatti, il belvedere del 31esimo piano è una «finestra affacciata sulla Lombardia»: si godono da vicino non solo i gioielli di Milano, come il Duomo e lo Sforzesco, ma anche quelli più distanti come il Lago di Como o le montagne che circondano la Lombardia. Una vista su Milano, la pianura padana e le Alpi resa possibile, rimarca il governatore, con un «intervento ispirato ai principi di funzionalità e di bellezza».
Filosofia che, dunque, permette la convivenza al 31esimo piano tra le funzioni istituzionali e quelle pubbliche. La stessa filosofia che guida la costruzione dell’altrasede della Regione Lombardia, dove si sta realizzando un mix tra attività amministrative, culturali e di svago. Lo spazio del 31esimo piano sarà quindi polifunzionale, «per attività istituzionali, esposizioni temporanee, conferenze, concerti ed eventi vari». E mentre da sabato a domenica 8 marzo sarà aperto alle visite dei cittadini, già oggi è in programma una serata istituzionale con concerto di Giorgio Gaslini e domani la presentazione del restauro al mondo della creatività. Segue venerdì un seminario sugli aspetti scientifici e medici della “vertical runnig“ gara agonistica che, tra l’altro, si svolge domenica.
Naturalmente, oltre al restauro conservativo - «primo realizzato in Europa di un edificio moderno» -, è di notevole effetto anche il supporto tecnologico che, in sostanza, trasforma i 4500 metri del belvedere Pirelli secondo le esigenze funzionali dei diversi allestimenti, incluso anche un piccolo bar.
Il progetto è però contestato dai Verdi, «serve solo alla gloria di Formigoni» afferma Carlo Monguzzi che contesta i costi dell’opera, «3,75 milioni di euro contro i 20 stanziati per le famiglie lombarde povere». Ma, ancora una volta, i Verdi non sanno fare i conti: «L’intervento è costato 2,9 milioni» replica Paolo Valentini (Fi) convinto che pure questa sia «un’opera pubblica su cui investire in un momento di crisi». Sì, un’opera d’arte che è patrimonio di tutti i lombardi.