Un Incantesimo che non funziona

Più che un Incantesimo sembra una stregoneria. Una soap opera ha unito tutti gli schieramenti politici, da sinistra a destra. Al grido di «salviamo la fiction romana» si sono mossi una decina di esponenti politici, da Veltroni a Marrazzo a Tajani a Bordon. Incantesimo, la serie di intrighi e amori che va in onda alle 14,50 su Raiuno è ben fatta, amata dal pubblico, ha una storia di dieci anni alle spalle, viene esportata all’estero e le persone che ci lavorano vanno certamente salvaguardate. Quello che però, in questa vicenda, non si capisce è come mai tutti questi politici urlino allo scandalo per la possibile chiusura, ma nessuno pretenda di sapere perché costi così tanto e faccia ascolti troppo bassi per Raiuno.
I numeri sono chiari: la serie di Incantesimo in onda (la nona) costa 103 mila euro a puntata per un totale di 16 milioni di euro. Ogni puntata dura 25 minuti. La media di ascolto dall’inizio di questa edizione (8 gennaio) a lunedì è stata del 13,9 per cento di share pari a 1.750.000 spettatori. Valori non sufficienti per il primo canale: la media del day time di Raiuno (dalle 7 alle 20) viaggia intorno al 22 per cento di share. Con il budget di sette puntate di Incantesimo, si realizza uno show di prima serata. Per avere un altro termine di paragone, le due soap concorrenti che vanno in onda alla stessa ora (tra le 14 e le 15) su Canale 5 costano un terzo in meno e fanno più ascolto. Vivere, da quando è stata spostata dal mattino al pomeriggio (4 giugno), fa il 20,5 per cento (2.273.000 spettatori) e costa 75mila euro a puntata. Centovetrine fa il 27,6 per cento di share (4.085.000 spettatori) e costa 73mila euro a puntata.
Domanda: come mai questa differenza? Il vice direttore generale Rai Giancarlo Leone spiega che l’azienda di Stato deve risparmiare e che il destino della soap sarà deciso dopo aver vagliato bene tutti i costi. Il Cda Rai ha spostato la valutazione della firma del contratto (e questo è un segnale negativo) dopo le ferie. Il produttore Guido De Angelis sostiene che le alte spese derivino da un cast e una sceneggiatura più ricchi delle soap di Canale 5 e che negli ultimi giorni lo share è aumentato: l’altro ieri era al 16,2 per cento.
Le maestranze (700 persone, comprese quelle dell’indotto) sono infuriate, temono di perdere il lavoro e minacciano di manifestare davanti alla Rai. Ma lo scandalo qual è: chiudere una fiction che non rende o mandarla in onda? Magari, basterebbe che costasse di meno...