Incanti romantici tra Rachmaninov e la Pavana di Ravel

Charles Dutoit, direttore svizzero di nascita, violinista nella prima parte della sua carriera, e poi, dagli anni Sessanta direttore a tempo pieno, stabile per molti anni in Canada dalla fine degli anni Settanta, a capo dell’orchestra di Montreal, da poco direttore principale della Philadelphia Orchestra, da noi è più noto per la sua vasta e apprezzata discografia, che per la sua presenza dal vivo, ristretta quasi esclusivamente agli Stati Uniti. A Roma, poi, per quanto riusciamo con la memoria ad andare indietro negli anni, non ricordiamo una sua presenza negli ultimi due o tre decenni. Dunque il suo arrivo a Roma per Santa Cecilia è una specie di esordio, nella avanzata maturità. Comunque Dutoit è direttore di chiara fama, come attesta anche il suo recente incarico a Filadelfia, e desta curiosità poterlo ascoltare, nel pieno della maturità, in un repertorio che è fra quelli da lui più amati e frequentati. Con Dutoit, in sostituzione di Evgenij Kissin ammalato, torna a Roma il pianista Nikolai Demidenko, dopo il successo ottenuto a Santa Cecilia nel dicembre del 2005, per la sua interpretazione del Concerto n .3 di Rachmaninov, sotto la direzione di Temirkanov. E proprio questo concerto è in programma; secondo solo al Concerto in sol di Ravel per numero di esecuzioni e gradimento del pubblico. Dutoit, per la parte che lo vede da solo sul podio, ha scelto di misurarsi, invece, con Ravel, scegliendo due fra le sue composizione più note. La Pavane pour une infante defunte, intensa, dolcissima, nostalgica, e le musiche per il balletto Daphnis et Cloè di Stravinskij. Domani (ore 18); lunedì 10 ( ore 21), martedì 11 (ore 19.30).