Incastrati dalla Ztl i rapinatori col carro attrezzi

Un colpo partito con il piede sbagliato quello, davvero strampalato, tentato mercoledì scorso alla gioielleria Bulgari di via Condotti. La banda, composta da un quartetto di romani specializzati nel genere, che in pieno giorno e davanti agli occhi increduli di passanti e turisti ha provato inutilmente a sfondare con un carro attrezzi la vetrina blindata del prestigioso negozio, è stata identificata e i suoi componenti denunciati a piede libero. Insomma, per i maldestri malviventi che pensavano di impossessarsi facilmente dei gioielli esposti, in particolare di una collana e di un paio di preziosi orecchini, è andato tutto storto.
Dopo essere riusciti a fuggire a cavallo di due moto rubate, forse non pensavano che sarebbero stati «traditi» dalle telecamere della Sta che hanno immortalato in un fotogramma il loro ingresso alla guida del carro attrezzi la mattina della rapina. Sono le 9,05 quando il mezzo della Sta, rubato lo scorso 26 marzo, supera il varco di via del Tritone, prosegue per piazza di Spagna, percorre via del Babuino, e torna indietro per via Mario de’ Fiori fino ad immettersi su via Condotti. Alla stessa ora anche due grossi scooter T-max, che poi risulteranno rubati, oltrepassano i varchi dietro al carro attrezzi: sono quelli con cui, secondo alcune testimonianze, i malviventi si sarebbero allontanati dopo il fallito colpo.
Una volta acquisiti i fotogrammi della Sta, per arrivare all’individuazione dei responsabili gli investigatori hanno indagato sul furto del carro attrezzi, rubato al Casilino. È in questa zona che si sono concentrate le indagini della polizia, che ha setacciato tutte le officine dove il mezzo usato per tentare di sfondare il vetro della gioielleria poteva essere stato modificato per mettere a segno il furto. Intuizione giusta: gli agenti hanno individuato un’officina a Torre Maura all’interno della quale sono stati trovati alcuni pezzi del carro attrezzi. Il titolare (uno dei quattro denunciati) ha confessato di aver saldato nella parte posteriore del mezzo due rostri, mettendo gli investigatori sulle tracce dei responsabili del colpo, individuati poi attraverso la banca dati. Uno è stato seguito e venerdì i tre sono stati bloccati proprio mentre si incontravano. Per loro, tutti romani tra i 30 e i 40 anni con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio (uno era già finito in manette per un furto compiuto il 18 luglio del 2004 nella gioielleria di Porto Cervo di proprietà di Flavio Briatore), è scattata una denuncia a piede libero per tentato furto aggravato e ricettazione . Poco dopo i poliziotti hanno trovato e sequestrato i due scooter rubati e una Mercedes, anch’essa rubata, con dentro tutti gli attrezzi utili per un altro colpo: pompe idrauliche, trapani, ventose, accette, tronchesi, guanti e martelli. In commissariato i ladri hanno trovato anche la forza di scherzare: «Bulgari ora ci deve pagare vista tutta la pubblicità che gli abbiamo fatto», ha detto uno dei tre. «La prossima volta - ha commentato un altro - non commetteremo gli stessi errori». Soltanto due di loro hanno confessato di essere gli autori del tentato colpo.
Un furto piuttosto audace, che seppur fallito era stato pensato minuziosamente: prima il furto del carro attrezzi in un deposito di Tor Sapienza, poi i sopralluoghi in via Condotti per accertarsi che nelle vicinanze del negozio non ci fossero telecamere che puntavano sulla strada. Peccato che i ladri non avessero preso in considerazione la possibilità che i rostri saldati al gancio potessero cedere al primo tentativo di sfondamento e che la vetrina blindata della gioielleria resistesse a quella furia. Una volta arrivati in via Condotti i tre si sono piazzati davanti alla vetrina di Bulgari e per cercare di distogliere l’attenzione dei passanti due di loro, uno dei quali indossava un fratino simile a quello degli operatori della Sta, sono scesi in strada per consentire la manovra del mezzo. Alcuni testimoni hanno raccontato che il ladro rimasto alla guida del veicolo, con un casco in testa, dopo il primo tentativo andato male, ha cominciato ad innervosirsi e non riusciva più a innestare la marcia indietro. Ora gli investigatori stanno accertando se i tre siano responsabili di altri colpi compiuti in passato e se avessero altri complici.
Il sindaco Veltroni ha annunciato che da ora in poi «la Ztl, collegata con le centrali di polizia, segnalerà il passaggio delle auto rubate».