Incendi e black-out, l’afa soffoca Palermo

Giornata d’inferno nel capoluogo siciliano. Quartieri senza energia e
semafori in tilt. Nuovo blocco allo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Per la mancanza di corrente interrotto il processo alle talpe della Mafia. Un’anziana trovata morta nel suo appartamento. Altre due vittime a Siracusa. Roghi su strade e ferrovie. Sfiorata la città

Palermo - Ventiquattro ore di inferno. La Sicilia ha vissuto tra lunedì pomeriggio e la giornata di ieri momenti drammatici. Black out, ascensori in tilt, negli ospedali solo interventi di emergenza, fabbriche bloccate, la Fiat costretta a sospendere la produzione a Termini Imerese, difficoltà sulle autostrade sia verso Messina (fiamme a pochi centimetri dal manto stradale nei pressi di Termini Imerese ma anche nella zona di Capaci (l'altra autostrada verso Trapani e Mazara ma che serve anche l'aeroporto di Punta Raisi). Anche i binari ferroviari della Palermo-Messina e della Palermo Trapani sono stati sfiorati dal fuoco. Il termometro fisso tra i 41 e i 43 gradi all'ombra, i frigo dei ristoranti e dei supermercati in avaria, la decisione, estrema, di Terna di ricorrere al sospensioni programmate della erogazione di corrente elettrica per fronteggiare una situazione: al di là di ogni immaginazione.

La situazione è migliorata nel pomeriggio di ieri quando le vampate di scirocco, il caldo vento dell'Africa, hanno ceduto il passo a un vento leggermente più fresco. Un solo dato positivo in queste ore. In Sicilia si contano tre morti di anziani o persone ammalate dovute a malori dipendenti dal grande caldo. Una donna di 59 anni è stata trovata senza vita nella sua abitazione in via Nuova a Palermo. Due anziani ultraottantenni sono morti a Siracusa. Tutti i decessi vengono messi in collegamento con il grande caldo.

Intanto l'autorità per l'energia ha avviato una indagine sui disservizi della rete elettrica legati ai black out. L'Enel si difende dalle accuse. Il blocco della centrale elettrica di Termini Imerese minacciata ieri mattina dalle fiamme di un incendio, arrivato a poche decine di metri, in contemporanea con il fermo della centrale dell'Anapo e con il blocco per guasto del collegamento elettrico nello Stretto di Messina che dovrebbe garantire energia nei due sensi, accompagnato da un aumento dei consumi del 30 per cento rispetto allo scorso anno, sono alla base del deficit elettrico che ha portato nel pomeriggio di ieri ai black out programmati. Fino alle 22 grandi utenze verranno a trovarsi senza energia. Il momento più critico si è avuto ieri tra le le 13,15 e le 14,45 quando oltre mezza città è rimasta senza luce.

Traffico in tilt, semafori fuori uso. Le case della periferia sfiorate dalle fiamme. Intanto la procura di Palermo indaga per verificare se ci siano comportamenti dolosi. Molti degli incendi infatti si sviluppano sui cigli delle strade. Due piromani sono stati sorpresi nei pressi di Capaci, appena fuori Palermo. Il Prefetto Giosuè Marino ha istituito una unità di crisi in Prefettura per l'emergenza incendi, mentre il sindaco di Palermo Diego Cammarata denunzia la precarietà della rete elettrica nella città di Palermo.

Sempre gli incendi. Sulla collina di Bellolampo impediscono ai mezzi dell'Amia, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, di raggiungere la discarica. Nelle prossime 24 ore potrebbe diventare drammatica anche la situazione dei rifiuti a Palermo. Il black out elettrico ha anche coinvolto il palazzo di giustizia provocando una interruzione dell' udienza al processo per le talpe in Procura che vede tra gli imputati il Presidente della Regione Cuffaro. La mancanza di energia impediva la registrazione dei lavori. Il Presidente della corte Vittorio Alcamo ha disposto di bloccare l'attività. Mentre arrivano le prime ombre della sera ancora cinquemila persone sono senza luce a Palermo. Nel primo pomeriggio erano 270mila. Duecento tecnici cercano di fronteggiare la situazione.