Incendi, il Sud continua a bruciare Soccorsi nel Gargano, aperta inchiesta

Aperta un'inchiesta per accertare la responsabilità dell'incendio che ieri ha infiammato il Gargano: <a href="/media.pic1?ID=209" target="_blank"><strong>guarda le immagini</strong></a>. Il procuratore di Lucera: &quot;Verificheremo l'efficienza dei soccorsi&quot;. Tutto il Centro Sud brucia: inneschi nel Parco del Pollino

Bari - Dopo lo spavento, adesso è ora di scoprire i responsabili. Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lucera, Massimo Lucianetti, ha aperto un'indagine sull'incendio che ieri ha tenuto con il fiato sospeso il Gargano, da Peschici a Vieste, provocando la morte di due persone e migliaia di sfollati. Il fascicolo, a carico di ignoti, è stato aperto per incendio e duplice omicidio doloso. Il procuratore, che ieri è stato nella zona colpita dall’incendio insieme con il sostituto Claudio Rastrelli, ha incaricato tutte le forze dell’ordine che hanno partecipato agli interventi nella zona di compiere "con la massima rapidità" tutti gli accertamenti necessari ad individuare la natura dell’incendio, se colposa o dolosa, ad individuare la località da cui si è originato l’incendio e a verificare se vi sia stato uno o più focolai.

"Verificheremo l'efficienza dei soccorsi" Lucianetti al momento non ha confermato nè smentito l’ipotesi, da alcuni formulata, che vi sia stato un iniziale focolaio all’interno di un uliveto poi divampato per l’esplosione di un piccolo deposito di gpl. Un capitolo dell'indagine iguarderà anche i tempi dei soccorsi, dato che molte persone ieri hanno denunciato di aver dovuto attendere ore prima di essere tratte in salvo dall'incendio. Lucianetti ha annunciato che bisognerà "accertare tempi dei soccorsi, il numero dei mezzi aereo-navali impegnati e anche la loro qualità per controllare l’adeguatezza qualitativa e quantitativa".

L'incendio di Peschici Hanno continuato a bruciare per tutta la notte i boschi del Gargano tra Peschici e Vieste, anche se, secondo quanto riferito dal coordinamento regionale del corpo forestale dello Stato, la situazione è sotto controllo. Sono oltre 4mila i turisti evacuati da campeggi e villaggi vacanza. L’incendio, che ieri aveva provocato due morti, paura e distruzione, soprattutto in territorio di Peschici, si è spostato nella zona di Vieste, dove vengono segnalati stamani numerosi focolai così come avvisaglie di un nuovo principio di incendio è stato segnalato stamattina a San Giovanni Rotondo, nella zona boschiva che circonda il centro del Gargano. Sul posto sono già al lavoro squadre del Corpo forestale dello Stato per evitare che le fiamme si propaghino. Altri focolai più piccoli sono in atto a Cagnano Varano, dove l’opera di spegnimento è resa difficile dalle condizioni impervie della zona, a Sant’Agata di Puglia e a San Marco in Lamis.

Emergenza a Vieste Anche a Vieste, così come era avvenuto a Peschici, le fiamme hanno danneggiato numerosi campeggi e strutture turistiche, raggiungendo in alcuni punti la spiaggia del lungomare. Circa 1.800 turisti di Vieste, con l’aiuto del Comune, del 118 e della Protezione civile, hanno trascorso la notte nelle cinque scuole e negli asili nido del Paese. In 700 erano stati trasferiti invece ieri sera in alberghi a San Giovanni Rotondo insieme a circa 1.500 turisti che si trovavano a Peschici. Sempre a Peschici, in 200 hanno dormito nella scuola media, adibita ieri per tutto il giorno a centro di accoglienza per gli sfollati. Stamani si tenterà di spegnere definitivamente i focolai rimasti sul Gargano. Dipenderà anche dal vento che ieri, soffiando forte e cambiando spesso direzione, ha creato molte difficoltà a forestale e vigili del fuoco.

Italia a fuoco Sono già 50 le richieste di intervento aereo arrivate stamani al Dipartimento della Protezione civile per fronteggiare l’emergenza incendi. Canadair ed elicotteri si sono levati in volo alle prime luci del giorno. Continua a bruciare il Centro-Sud: numerosi i roghi in Abruzzo, Lazio, Calabria, Sicilia e Sardegna. La situazione più critica viene segnalata a Messina dove due Canadair stanno intervenendo per domare un esteso incendio in una zona in prossimità di alcune abitazioni. "Anche oggi è una giornata molto difficile, la stiamo fronteggiando molto meglio di ieri. Le richieste di intervento già arrivate, soprattutto da Sicilia, Sardegna e Calabria sono più di cinquanta, metà delle quali esaudite. Tutti i nostri mezzi sono in volo". Lo ha affermato il capo dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, parlando con i cronisti prima di una conferenza stampa.

Viminale: problemi in Calabria Si è tenuto stamane, nella sala operativa dei vigili del fuoco del Viminale, un briefing straordinario dedicato all’emergenza incendi. Da una serie di report forniti dai direttori regionali pompieri è risultato che nelle regioni Abruzzo e Puglia l’emergenza incendi è in deciso miglioramento, pur permanendo aperto qualche fronte ancora attivo. Anche Nuoro e Messina, che ieri avevano destato particolare allarme, risultano sotto controllo. Resta critica la situazione in Calabria per i numerosi fronti di fiamma ancora attivi e per il forte vento. "I vigili del fuoco - ha dichiarato il sottosegretario Rosato al termine della riunione - sono presenti sui luoghi delle emergenze, a supporto della normale dotazione, con il raddoppio del turno di servizio e con le sezioni operative delle colonne mobili regionali. È stata inoltre presa la decisione di mobilitare un cospicuo contingente dei pompieri neo assunti che stanno effettuando il corso di formazione, avendo cura di sceglierli tra quanti avevano prestato servizio come discontinui. Tutti i nostri interventi - ha precisato Rosato - si svolgono in coordinamento con il dipartimento della protezione civile".

Trovati inneschi nel Parco del Pollino Una decina di inneschi già utilizzati sono stati trovati dalle squadre del Corpo Forestale dello Stato in diverse zone del Parco Nazionale del Pollino, dove da alcuni giorni divampano roghi di vaste proporzioni. Si tratta di pietre poste su piccoli piedistalli con carta e del liquido infiammabile. Il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto ad accertamenti. Il ritrovamento del materiale conferma l'ipotesi investigativa secondo la quale gli incendi nel Parco del Pollino sono di natura dolosa. Le indagini del corpo forestale dello Stato sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Baldo Pisani. Le ipotesi di reato sono disastro doloso e incendio.