Incendio Patti, restano in carcere i due pastori

Il gip ha convalidato il fermo per i fratelli Lamancusa, accusati di aver appiccato l'incendio all'agriturismo "Il rifugio del falco", nel quale sono morte quattro persone. Il giudice ha optato per la custodia cautelare in carcere

Messina - E' arrivata la convalida del gip per i due pastori accusati di aver appiccato il rogo che ha mandato in fumo l'agriturismo di Patti, "Il rifugio del falco". Il giudice per le indagini preliminari, Maria Rita Gregorio, a convalidato il fermo per Valerio e Mario Lamancusa. Ad entrambi, su richiesta dei pm titolari dell’indagine, Gaetano Scollo e Roberto Saieva, è stata applicata la misura della custodia
cautelare in carcere.

I fratelli Lamancusa hanno diversi precedenti penali I due indagati, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, sono difesi dagli avvocati Mario Calderone e Antonino Todaro. A portare gli investigatori ai due allevatori sono state le testimonianze di alcuni cittadini, che hanno raccontato di avere visto la loro auto - una Fiat Uno targata Torino - vicino al luogo in cui si è sviluppato l’incendio. Nella macchina, nascosta sotto la paglia, gli agenti del commissariato di Patti hanno trovato alcune scatole di fiammiferi. I Lamancusa hanno precedenti penali per violenza, danneggiamento, lesioni e tentativo di omicidio.

4 morti nel rogo di Patti Migliorano intanto le condizioni del sindacalista della Cgil Matteo Cucinotta, gravemente ferito nel rogo e ricoverato al Caldarelli di Napoli, e della figlia Valeria. Matteo Cucinotta, che nel’incendio ha perso la moglie Lucia Natoli e il fratello Costantino, stava festeggiando nell’agriturismo il suo compleanno. Mentre cercava scampo dalle fiamme in auto, mercoledì scorso era morta anche Tina Scafidi, cameriera dell’agriturismo. Mentre ieri sera nell’ospedale di Catania, infine, è deceduto anche Giuseppe Bonpensiero, cuoco dell'agriturismo: la quarta vittima del rogo.