Inceneritore, promesse in fumo: l’ultima scelta slitta di nuovo

(...) un po’ di speranze la Vincenzi, le aveva alimentate almeno tra i lettori del Giornale, quando durante la visita che fece alla nostra redazione a fine settembre 2008, si mostrò vicina a una scelta. «Sull’inceneritore partiamo. Intanto abbiamo deciso che non sarà un inceneritore, ma un gassificatore - riportiamo testualmente dall’intervista - e a gennaio partirà la gara pubblica. Aspettiamo le risposte da una commissione di saggi che ci dirà qual è l’impianto ideale».
Il cronoprogramma della coppia Vincenzi-Senesi è dunque già saltato. Altro che scadenza da rispettare rigorosamente. «La commissione mi ha chiesto ancora qualche giorno di tempo al fine di apportare qualche modifica alla bozza della relazione sul lavoro eseguito» ha detto Senesi l’altro giorno. E la promessa, nuova, è quella di riunire la commissione consiliare prima delle elezioni europee. Tuttavia, una volta consegnata, la relazione dovrà essere discussa in commissione, e non basterà una sola riunione. Solo effettuata questa disamina il piano rifiuti potrà arrivare alla discussione in consiglio comunale. Qui, per il sindaco e l’assessore Senesi, lo scoglio più grosso, potrebbe essere rappresentato da Rifondazione Comunista e Verdi, forse politiche contrarie a certe tipologie di impianti.
Intatti Antonio Bruno, capogruppo di Rifondazione, è piuttosto critico su quelle che potrebbero essere le dimensioni dell’impianto. Eccessive. Va premesso, infatti, che molto correttamente, né da destra né da sinistra i consiglieri pretendono di giudicare le decisioni tecniche degli esperti, ma le critiche di Bruno, in questo caso, partono dalle premesse. «Non mi sconvolge il ritardo delle scelte - dice Bruno - ma non va bene l’input dato dalla giunta e cioè che si consideri un impianto per un ciclo di rifiuti che vede la raccolta differenziata al 45 per cento. Infatti entro il 2012 si dovrà arrivare per legge al 65 per cento di raccolta differenziata e quindi temo che il gassificatore o quel che sarà sia sovradimensionato. E noi questo non lo vogliamo».
Il capogruppo del Pd, Simone Farello, chiede tempi brevi tra la scelta e l’avvio dei cantieri. «Questa giunta si è data come scadenza la fine del mandato per avere i cantieri aperti», dice. Ma Giuseppe Murolo, battagliero esponente del Pdl, mette in guardia contro il rischio che il sindaco ritardi le scelte per evitare di dover incassare il no di Rifondazione e Verdi sul progetto. Ciò manderebbe sì in fumo, le sue aspirazioni. «Il colpevole ritardo di questa amministrazione incide sulla salute dei cittadini - dice Murolo -, Qui si fanno tavole rotonde e dibattiti e basta». Ma le parole non bastano.