Inceneritore Puglia, l'Ue richiama l'Italia

Richiamo Ue all’Italia per
la mancata esecuzione di una valutazione dell’impatto ambientale del
nuovo inceneritore di rifiuti a Massafra. Il Bel Paese è a rischio di
future sanzioni

Bruxelles - Richiamo Ue all’Italia per la mancata esecuzione di una valutazione dell’impatto ambientale del nuovo inceneritore di rifiuti a Massafra, in Puglia, con il rischio di future sanzioni. La Commissione europea ha deciso di inviare a Roma una lettera di messa in mora, ai sensi dell’articolo 228 del Trattato, per non aver attuato il verdetto dei giudici Ue sul sito pugliese.

"In caso di inadempienza - si legge nella nota rilasciata da Bruxelles - lo Stato membro potrebbe incorrere in un’ammenda". Le norme Ue impongono agli Stati membri di effettuare una valutazione di impatto ambientale di taluni tipi di progetti di sviluppo che potrebbero avere un significativo impatto sull’ambiente, prima di autorizzarne la realizzazione. In più i Paesi interessati sono tenuti a consultare l’opinione pubblica prima di una decisione definitiva. Nell’ambito della procedura aperta da Bruxelles sul caso dell’inceneritore di Massafra, nel novembre 2006 la Corte Ue ha condannato l’Italia. Successivamente è stata avviata una valutazione dell’impatto che, tuttavia, "non garantisce un’efficace consultazione dell’opinione pubblica come richiesto dalla direttiva Ue in materia". Da qui la decisione della Commissione di inviare il nuovo richiamo che si applica quando uno Stato membro non ha dato piena esecuzione ad una sentenza Ue.