Incensurato sorpreso a spacciare

Giovane e insospettabile operaio versa la busta paga in casa poi si arrangia vendendo stupefacenti per una banda di marocchini

Giovane, operaio, ma senza soldi in tasca per divertirsi, visto che l’intera busta paga la metteva in casa, per far fronte agli impegni della famiglia: le spese, il muto, le rate della macchina da pagare. Così, per poter concedersi qualche divertimento, senza chiedere quattrini ai genitori, si era trovato un secondo lavoro. Molto meno faticoso dell’officina e sicuramente molto meglio remunerato. Quello del pusher al servizio di alcuni nordafricani della zona.
Un lavoro che gli rendeva bene, tanto da concedersi tutto quanto a cui aveva dovuto rinunciare sino a qualche tempo prima. Ovviamente senza dare nell’occhio, senza che papà si accorgesse del suo improvviso benessere e s’insospettisse. Ma per M.T. 23 anni da Legnano, la bella vita è durata poco. Fino a quando la sua magnanimità nei confronti degli amici del bar, e i suoi costosi capi firmati che mal si conciliavano con il risicato salario da operaio, sono balzati all’occhio degli inquirenti. Che, insospettiti, hanno cominciato ad indagare su di lui, tenendolo sotto osservazione. Alla fine hanno accertato che molti suoi coetanei della zona, l’hashish e la cocaina l’acquistavano da lui. Un lavoro «pulito», affidato a un giovane insospettabile, che dedicava allo stesso non più di un’ora al giorno.
I carabinieri di Legnano hanno documentato la sua attività illecita e l’altra sera, sapendolo in casa, hanno bussato alla sua porta per una perquisizione che ha dato esito positivo. Informato dagli uomini dell’Arma del perché di quella visita, l’operaio non s’è scomposto più di tanto, ammettendo di fumare qualche spinello come molti suoi coetanei ed anche di avere in casa qualche grammo di hashish. Dopo di che ha accompagnato lui stesso i carabinieri nella sua camera per consegnare ciò che aveva nel cassetto; qualche grammo di «fumo». Nel prendere l’hashish ha però tentato di occultare anche alcune dosi di cocaina che erano nello stesso posto, ma la manovra non è passata inosservata ai militari. Alla fine ha ammesso che spacciava per conto dei marocchini, per procurarsi quattrini per i propri vizi visto che, come il padre ha confermato, l’intera busta paga la versava ai genitori. Evidentemente del salario ne poteva ormai fare a meno: sotto il cuscino e tra i suoi indumenti sono stati infatti trovati e sequestrati circa 700 euro, provento di spaccio.