Gli incentivi funzionano Meno «cig» al Lingotto

La settimana di cassa integrazione prevista nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat dal 2 al 6 marzo - che avrebbe riguardato circa 5mila lavoratori - è stata annullata dall’azienda per la crescita degli ordini della Grande Punto a metano. Lo ha comunicato il segretario regionale della Basilicata della Fiom-Cgil, Giuseppe Cillis, che ha definito «incoraggiante» l’annullamento dello stop alle linee già programmato. Gli effetti positivi dei bonus alla rottamazione varati dal governo cominciano a farsi sentire anche a Mirafiori e Termini Imerese. I mille lavoratori della linea dell’Alfa MiTo dello stabilimento torinese lavoreranno regolarmente l’ultima settimana di febbraio e la seconda di marzo. Sempre a Mirafiori non faranno cassa integrazione, la seconda settimana di marzo, i circa 500 addetti della Multipla. Cassa integrazione annullata per una settimana, dal 2 all’8 marzo, anche a Termini Imerese, nel Palermitano. Interessati, in questo caso, erano 1.400 dipendenti. Continua a essere preoccupante, invece, la situazione a Pomigliano d’Arco. Di questo passo, con tre settimane di stop e una di lavoro, si esaurirà rapidamente la capienza di cassa integrazione. Secondo i calcoli di Bruno Vitali, segretario nazionale di Fim-Cisl, a ottobre lo stabilimento napoletano non potrà più utilizzare la cassa integrazione e, allora, si sarà davanti al bivio dei licenziamenti collettivi o di una pesante ristrutturazione.