«Incentivi solo agli utenti» La replica di Landolfi (Comunicazioni) all’Antitrust

da Roma

Le agevolazioni all’acquisto dei decoder sono «esclusivamente in favore degli utenti», e quindi «nessun contributo è stanziato in favore dei distributori o dei produttori dei decoder». Così il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, risponde, a stretto giro di posta, alla richiesta di informazioni sugli incentivi ai decoder per il digitale terrestre presentata dall’Antitrust in vista della possibile apertura di un’istruttoria.
Landolfi sottolinea che «la disposizione contiene misure agevolative esclusivamente in favore degli utenti, mirando a consentire loro di munirsi, con un esborso assai contenuto, degli apparecchi decodificatori necessari per ricevere le trasmissioni televisive in digitale»: riguarda infatti gli abbonati Rai delle aree «all digital» (Sardegna e Valle d’Aosta, oltre a quattro ulteriori aree da indicarsi con decreto del ministro delle Comunicazioni) «che non abbiano già usufruito di analogo contributo ai sensi delle precedenti leggi finanziarie per il 2004 ed il 2005». Landolfi sottolinea inoltre all’Antitrust che «per poter realizzare un progressivo e coordinato spegnimento dell’analogico, è infatti necessario concedere misure che prevedano agevolazioni alle popolazioni delle Regioni dalle quali si intende iniziare lo spegnimento. Nessun contributo è stanziato, per tanto, in favore dei distributori e dei produttori di decoder».
In proposito, continua il ministro, «si osserva che le trasmissioni in digitale vengono ormai diffuse da tutte le emittenti nazionali (Rai, Mediaset, La7, eccetera) nonché dalle tv locali, anche attraverso multiplex di altre emittenti». Lo scambio di lettere tra l’Antitrust e Landolfi fa seguito alle polemiche di questi giorni sul fatto che la Finanziaria stanzia incentivi per l’acquisto di decoder, distribuiti anche da una società, la Solari.com, partecipata dalla Pbf di Paolo Berlusconi (editore del Giornale).
Secondo il centrosinistra si configurerebbe in questo modo un conflitto di interessi tra l’attività di governo del premier e l’attività economica di un parente «entro il secondo grado». Il 14 dicembre il presidente dell’Autorità Antitrust, Antonio Catricalà, ha quindi chiesto al ministero informazioni sul sistema di incentivazione dei decoder digitali televisivi, inserito nella Finanziaria all’esame del Parlamento, ma anche dati sui due anni in cui il sistema è già stato in vigore. Nella sua risposta, il ministro Landolfi sottolinea, tra l’altro, che le imprese che distribuiscono in Italia i decoder per il digitale sono 30 e allega la lunga lista. Quanto al fatto, infine, che il sistema di incentivazioni abbia favorito la vendita di decoder digitali era ed è «un effetto auspicato proprio al fine di accelerare la dotazione da parte degli utenti dei decoder in vista della conversione del sistema di trasmissione da analogico a digitale».
Già venerdì il presidente della Solari.com, Nicola Gurrado, aveva respinto le accuse del senatore Luigi Zanda (Margherita) definendo «ridicola» la questione di un presunto conflitto di interessi. I numeri parlano chiaro: la società ha solo il 2% del mercato globale dei decoder venduti in Italia che peraltro valgono meno del 3% del suo fatturato complessivo.