Incerto il destino dei cani di via Adamoli

Che fine faranno i cani ospitati nel canile genovese di via Adamoli? È la domanda che si pongono i volontari di «Buoncanile», dell’associazione «Amici Animali Abbandonati» e dell’associazione «Volontari per i Diritti degli Animali», che a partire da sabato, daranno il via a una petizione on-line, sottoscrivibile all’indirizzo del blog: buoncanile.blogattivo.com
L’iniziativa nasce dalla volontà di ottenere trasparenza riguardo al trasferimento dei 250 cani ospitati nel canile municipale di via Adamoli, la cui chiusura è fissata per l’estate. I cani saranno trasferiti entro l’estate nella nuova struttura di Monte Contessa, sulle alture di Setri Ponente, ma non senza polemiche e dubbi. «Il bioparco costruito a Sestri è un’opera faraonica in costruzione da ben quattro anni, con un costo di 3 milioni di euro di denaro pubblico, che ora mostra tutti i suoi limiti - spiega Marcella Rossi, presidente dell’associazione “Buoncanile” che opera in via Adamoli -. La nuova struttura dispone infatti solo di 120 gabbie, mentre i cani sono 250, di cui 160 aggressivi con i propri simili, anziani e non più adottabili. Che fine faranno insomma i 100 cani in esubero per cui non c’è posto a Monte Contessa?».
«Nonostante fosse programmato da tempo lo spostamento dei cani - prosegue Rossi - da poco più di un mese l’assessorato competente e la gestione, come prima azione, stanno attuando precipitosamente lo sgombero forzato di venticinque cani di provenienza esterna ai confini cittadini, che vengono recapitati in altre strutture convenzionate. Sono già stati trasferiti tre cani: uno di cui, ancora cucciolo, è morto; il secondo è in una struttura privata che vieta l’accesso ai volontari e ai visitatori, precludendo l’adottabilità dei cani e l’affetto delle persone che da anni si curano di loro».
Immediata è stata la risposta di Maria Rosa Zerega, assessore alla Città Partecipata di Genova, all’invito di sottoscrivere la petizione on-line: «Non prenderò visione di una petizione di cui non so nulla e di cui non sono nemmeno stata informata». «Inanzitutto non si parla di gabbie, ma di grandi cucce che possono ospitare più di un cane - spiega l’assessore -. Non è una questione di matematica, ma di una nuova visione di concepire il canile. Ci sono dei problemi che tutta l’amministrazione sta valutando insieme, ma trovo che questi allarmismi generici, frutto di ansie infondate, non servano ad altro che a sollevare polveroni sterili».