Inchiesta tra affari e loggia massonica di San Marino

L’ inchiesta condotta dal
sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De
Magistris ha avuto
un’ accelerazione il 18 giugno scorso con 26 perquisizioni
compiute in tutta Italia a carico di tre consiglieri regionali,
un generale della finanza, e imprenditori.
Il personaggio principale dell’ inchiesta, è l’ imprenditore Antonio Saladino, ex presidente
della Compagnia delle Opere della Calabria

Catanzaro - L’ inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris (nella foto), denominata «Why not», su un presunto comitato d’ affari ed una loggia massonica con base a San Marino, ha avuto un’ accelerazione il 18 giugno scorso con 26 perquisizioni compiute in tutta Italia a carico di tre consiglieri regionali, un generale della guardia di finanza, e imprenditori. Il personaggio principale dell’ inchiesta, secondo l’ ipotesi accusatoria, è l’ imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria.

Tra le infinità di contatti telefonici che Saladino avrebbe avuto con esponenti politici di vari schieramenti, c’ è ne è anche uno con una utenza che l’ imprenditore calabrese avrebbe archiviato sotto il nome «Prodi». Tra gli indagati figura anche Pietro Scarpellini, indicato come un punto di riferimento all’ interno della Loggia di San Marino, consulente non pagato dell’ ufficio del Consigliere diplomatico della presidenza del Consiglio per i Paesi africani. Una perquisizione è stata eseguita anche nei confronti del figlio di Pietro Scarpelliti, Alessandro, anche lui definito dal magistrato come collaboratore di Romano Prodi. Un altra persona sottoposta a perquisizione è l’ ex giornalista Luigi Bisignani, consulente della Ilte spa, condannato in passato nell’ inchiesta Tangentopoli. Il suo ruolo, nell’ ambito dell’ inchiesta sul comitato d’ affari, viene considerato significativo dal magistrato e riguarderebbe, in particolare, le questioni finanziarie gestite dal Comitato d’ affari.

Un filone di inchiesta che porta alla Repubblica di San Marino dove il comitato d’ affari avrebbe avuto la sua base operativa e dove avrebbe avuto sede, secondo le risultanze dell’ inchiesta, la loggia massonica coperta cui, sempre secondo l’ accusa, avrebbe fatto riferimento la maggior parte degli indagati. Il 9 luglio scorso, il Tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato il sequestro del materiale acquisito dai carabinieri accogliendo un ricorso presentato da Franco Bonferroni, consigliere di amministrazione della Finmeccanica; da Brunella Bruno, in servizio al Cesis e da Domenico Galati, componente dello staff del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli. In precedenza, il 4 aprile, lo stesso Tribunale aveva annullato il sequestro disposto nei confronti di Saladino. Ha rinunciato, invece, a ricorrere al Riesame, Pietro Scarpellini.