Inchiesta escort, il pm: Lavitola indagato a Bari

Ad oggi, nell'inchiesta sul denaro che Berlusconi
ha dato a Tarantini, il direttore dell'<em>Avanti!</em> è
l'unica persona indagata. Entro metà ottobre, la procura di Bari deciderà sulle misure
restrittive. A Napoli si apre un nuovo filone di inchiesta e Lavitola è indagato per associazione a delinquere

Un solo indagato a Bari. Per il momento. Ad oggi, nell'inchiesta sul denaro che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dato a Gianpaolo Tarantini, il direttore dell'Avanti! Valter Lavitola è formalmente l'unica persona indagata dalla procura di Bari. L'accusa è induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria barese. Nel frattempo, i pm di Bari, Roma, Napoli e Lecce terranno una riunione per fare il punto sulle indagini che ciascun ufficio ha effettuato sui rapporti tra il premier, Tarantini e lo stesso Lavitola.

E' stato il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago che questa mattina ha detto ai giornalisti che solo Lavitola è indagato nell'inchiesta di cui è il titolare. "Io non rispondo a domande su atti di indagine specie se sono io il magistrato istruttore - ha precisato il procuratore aggiunto - non ho compiuto alcun atto istruttorio". Drago ha, infatti, confermato la linea di stretto riserbo su tutti gli atti dell'inchiesta. Non solo. Il procuratore aggiunto ha anche fatto intuire il timore che questa sovraesposizione mediatica possa nuocere alle indagini. Entro metà ottobre sarà, quindi, presa una decisione sulle misure restrittive in scadenza, in particolare l'ordinanza nei confronti di Lavitola sul quale pende un provvedimento di arresto che perderà efficacia se non sarà rinnovato entro il 16 ottobre. Finora Drago non ha compiuto alcun atto istruttorio (non ha neppure acquisito l’intervista televisiva del direttore dell'Avanti! intervistato da Enrico Mentana a La7) né ha delegato le indagini ad alcuna forza di polizia.

E intanto piovono nuove accuse su Valter Lavitola. Non solo a Bari, ma l'ex direttore dell'Avanti! è indagato anche dalla procura di Napoli per associazione per delinquere. Lo si evince dal decreto con cui, nei giorni scorsi, la Procura ha disposto la perquisizione della sede dell’Avanti! a Roma. A quanto si è appreso, i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock ravvisano "molte opacità" nei rapporti tra il quotidiano e i fornitori di servizi e ritengono meritevoli di approfondimento i rapporti economici che intercorrono tra loro, dal momento che i pagamenti del giornale per i servizi ricevuti risulterebbero molto elevati: da qui la necessità di esaminare documenti relativi alla contabilità. Quello dell’associazione per delinquere è dunque un nuovo filone di inchiesta che si apre a Napoli.