Inchiesta di Firenze indagato anche Verdini «Estraneo alle accuse»

RomaIl suo nome compare spesso nelle intercettazioni dell’inchiesta fiorentina sui cantieri del G8. E da ieri è ufficialmente indagato per corruzione. Denis Verdini, il coordinatore nazionale del Pdl, è stato interrogato per due ore ieri pomeriggio in Procura a Firenze dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e dai sostituti Luca Turco, Giuseppina Mione e Giulio Monferini, dopo che gran parte delle conversazioni che lo tirano in ballo erano finite sui giornali. Era accompagnato dal suo legale, Marco Rocchi. Nel fascicolo d’indagine ci sono anche alcune fotografie che lo ritraggono con il presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici Angelo Balducci, finito a Regina Coeli nell’ambito della stessa inchiesta con l’accusa di corruzione, nel parcheggio di un ristorante romano nel dicembre del 2008. Alla fine dell’incontro Verdini ha detto: «Dopo aver letto il mio nome per fatti marginali nell’inchiesta condotta dalla Procura di Firenze ho chiesto al mio avvocato di verificare i fatti presso la magistratura e ho scoperto di essere indagato per corruzione. Ma ai magistrati ho dimostrato serenamente e con la massima trasparenza la mia più totale estraneità all’accusa».
Secondo i carabinieri del Ros, il parlamentare si sarebbe dato da fare - assieme a Riccardo Fusi, presidente del consiglio di amministrazione della Baldassini Tognozzi Pontello (Bpt) spa, uno degli imprenditori che sarebbe stato favorito nelle aggiudicazioni degli appalti - per far promuovere Fabio De Santis, uno dei quattro finiti in manette nei giorni scorsi, come provveditore delle opere pubbliche per la Toscana. Un avanzamento di carriera non facile da raggiungere, in quanto De Santis era un funzionario di seconda fascia. E c’è una telefonata del 21 gennaio del 2009 in cui Verdini si vanta di aver contribuito alla nomina in questione («Ti volevo dire quella cosa lì romana è andata a buon fine, ma è stata dura eh...diglielo ai nostri»). «È un amico - ha detto Verdini - ai pm ho spiegato che volevo solo risolvere il problema del danno erariale conseguente all’appalto per la realizzazione della scuola Marescialli e carabinieri a Firenze».
Nell’estate del 2008, infatti, Fusi sollecita a Verdini un incontro con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli per discutere della Scuola marescialli di Firenze e in un’occasione chiede in prestito all’imprenditore l’elicottero («È a tua disposizione, quando dove e perché», gli viene risposto). Il 5 agosto Fusi parla direttamente con il ministro per chiedergli se si potevano «vedere un minuto». Matteoli risponde però che non è possibile perché stava partendo per le vacanze. Gli investigatori del Ros ritengono inoltre che Verdini avrebbe sponsorizzato presso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta l’impresa Btp affinché venissero assegnati i lavori di ricostruzione in Abruzzo ad un consorzio di imprese (denominato Federico II) costituito a tal fine.