Inchiesta Fondiaria-Sai, Domenici si incatena Poi si libera: "Mi hanno colpito nella dignità"

Il primo cittadino di Firenze si è incatenato davanti alla sede del gruppo editoriale <em>L'Espresso</em> per protestare contro la gestione dell'<a href="/a.pic1?ID=312360" target="_blank"><strong>inchiesta su Fondiaria-Sai</strong></a>. Domenici esibisce un manifesto con la scritta: &quot;Sì alla difesa dell’onorabilità e della dignità&quot;

Milano - E' finata dopo due ore la spettacolare protesta messa in scena da Leonardo Domenici, primo cittadino di Firenze che si è incatenato davanti alla sede del gruppo editoriale L'Espresso - La Repubblica, in viale Cristoforo Colombo a Roma. Il sindaco ieri ha querelato L'Espresso" e, nei giorni scorsi, per due volte il quotidiano "La Repubblica" per articoli riguardanti l’inchiesta della Procura di firenze sull’area di Castello, in cui sono indagati per corruzione due assessori comunali del Pd. Domenici, che non è indagato, compare in numerose intercettazioni ed è stato ascoltato mercoledì in Procura come persona informata sui fatti.

"Difesa dell'onorabilità" Domenici -che ieri aveva ricevuto la solidarietà del segretario del Pd Walter Veltroni in merito al caso giudiziario esploso a Firenze dopo l’inchiesta giudiziaria sulla ristrutturazione urbanistica dell’area di Castello di proprietà Fondiaria-Sai inalbera cartelli con la scritta: "No all’informazione distorta", "Sì alla difesa dell’onorabilità e della dignità".

Spiega il suo punto di vista Il sindaco sta parlando con un capannello di persone, cittadini, cronisti e cineoperatori, spiegando nei minimi dettagli la vicenda Fondiaria-Sai. Per la quale sono indagati per corruzione due assessori della sua giunta. Domenici, che si è legato ad un palo proprio davanti all’edificio che ospita il giornale, sta ripercorrendo le fasi principali della vicenda Fondiaria-Sai dalla sua prima elezione a sindaco del 1999 all’inchiesta aperta dalla magistratura fiorentina, e si avvale dell’aiuto dei collaboratori del suo ufficio stampa, fornendo dati e cifre della vicenda.

Mancino: "Fatti sconcertanti"
Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, secondo quanto si apprende, sta seguendo a distanza le audizioni dei capi degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro, che si stanno susseguendo a Palazzo dei Marescialli. "Sono fatti sconcertanti", sarebbe stato il commento di Mancino al racconto di quanto detto dai protagonisti alla I Commissione del Consiglio superiore della magistratura.

Verdini: "Cialtroneria nella gestione della città"
Dall’inchiesta sull’area di Castello "emerge una superficialità ed una cialtroneria, nella gestione di questa città, che fa spavento". Lo ha detto il Coordinatore Nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, incontrando i giornalisti a Firenze. "Un sindaco - ha spiegato - che chiama un assessore e gli chiede cosa si fa di Castello, dopo 20 anni di discusioni, è una questione politicamente rilevante ed una cosa vergognosa". Fra l’altro, "fu lo stesso sindaco ad essere chiamato a fare il commissario, dopo la famosa telefonata di Occhetto". Ma, soprattuto, "è vergognoso che si faccia un uso dell’urbanistica come di un gatto a nove code, solo per punire la gente normale, mentre solo gli amici riescono ad ottenere quello che vogliono". "La città è stata strapazzata, non si è fatto nulla per l’interesse pubblico. Chiediamo alla città di ribellarsi a questo malgoverno".

Pd: "Domenici una persona per bene" "Quella di Leonardo Domenici è la reazione di una persona per bene, di un amministratore serio e onesto che si è sempre speso per il bene della sua città e della collettività, e che oggi si sente colpita nella sua dignità, per di più in una situazione di grande tensione come quella fiorentina . Da questo punto di vista comprendiamo e interpretiamo il suo gesto". Lo afferma Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico.