Inchiesta del governo in Brasile

Il governo brasiliano ha dato il via a un’inchiesta su mazzette che la Telecom Italia avrebbe pagato a parlamentari, lobbisti e funzionari della polizia tra il 2003 e il 2006. Le accuse di corruzione contro Telecom Italia sono emerse con le deposizioni alla Procura di Milano dei due ex alti dirigenti, Giuliano Tavaroli (ex capo della sicurezza di Telecom Italia) e Angelo Jannone (ex maresciallo del Ros dei Carabinieri nonché ex responsabile della sicurezza di Telecom Brasile) e dell’interprete brasiliana Luciane Araujo. Secondo le rivelazioni dei tre al gip Giuseppe Gennari, per esempio, un emissario sarebbe sbarcato a Brasilia nell’aprile del 2003 con 300mila dollari da distribuire a membri della commissione parlamentare delle Comunicazioni della Camera dei deputati. Le mazzette sarebbero state parte della disputa di Telecom Italia con il gruppo brasiliano Opportunity, guidato dal finanziere d’assalto Daniel Dantas, per aggiudicarsi la Brasil Telecom (BrT). Il ministero degli Esteri di Brasilia chiederà adesso alla Procura di Milano nuovi dettagli su chi in Brasile avrebbe ricevuto le mazzette, per incriminare i responsabili per corruzione. L’arresto la settimana scorsa del finanziere Dantas per corruzione e altri illeciti ha spinto il presidente della Camera dei deputati di Brasilia, Arlindo Chinaglia a chiedere l’apertura dell’inchiesta.