Inchiesta per gli insulti a Saddam

Il governo iracheno ha aperto un'indagine per scoprire chi ha filmato l'esecuzione di Saddam diffondendo le immagini riprese da un telefonino. <a href="/a.pic1?ID=145813">Polemiche per gli insulti rivolti al raìs</a>

Bagdad - Il governo iracheno ha aperto un'inchiesta sugli insulti rivolti a Saddam Hussein sul patibolo (nella foto la protesta dei sostenitori del raìs) per timore di gravi ripercussioni politiche. "Il filmato trapelato su internet arreca gravi danni su tutti i fronti, su quello della riconciliazione nazionale, del dialogo, della politica dei paesi arabi verso la guerriglia e della violenza di matrice confessionale", ha dichiarato al Times il Consigliere per la sicurezza nazionale, Mowaffak al Rubaie. Al Rubaie non ha fornito ulteriori precisazioni, ma il quotidiano britannico riferisce della decisione di un gruppo sunnita di sospendere il negoziato condotto finora con il governo. "La morte di Saddam Hussein significa la morte della riconciliazione - ha dichiarato il Movimento di liberazione nazionale, una fazione baathista - non ci saranno ulteriori colloqui segreti con questo governo criminale".

Il filmato dell'esecuzione di Saddam, registrato con un telefonino e diffuso su internet, ha catturato gli insulti e i cori sciiti rivolti all'ex presidente prima della sua esecuzione. "Ci sono state alcune guardie che hanno urlato parole inopportune, e questo è oggetto di un'indagine del governo", ha detto ieri un consigliere del primo ministro Al Maliki, Sami al-Askari. Il direttore del Dipartimento Affari internazionali del Ministero per il Dialogo, Saad Yousif al Muttalibi, ha intenzione di recarsi nei vicini paesi arabi per spiegare il perché dell'esecuzione a poche ore dalla festa del sacrificio, tradizionale tempo del perdono, e il video in circolazione su internet, nel tentativo di portare avanti il progetto di una seconda conferenza di riconciliazione da tenersi a Damasco con i principali leader della guerriglia. "Ho intenzione di visitare i paesi arabi vicini per parlare ai governi di questi paesi e convincerli", ha dichiarato al Muttalibi. Intanto si allunga la striscia di sangue in Iraq, sia tra i civili che tra i soldati statunitensi. Mentre l'esercito americano ha registrato la vittima numero 3000, dopo circa quattro anni di guerra, i dati del ministero dell'Interno di Bagdad parlano di 12320 iracheni uccisi in episodi di violenza terroristica. Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite nel 2006 i civili morti sono stati circa 120 al giorno, con 1230 poliziotti e 602 soldati iracheni.

Gli Stati Uniti, intanto, hanno individuato nell'armata Medhi, una milizia fedele al radicale sciita Moqtada al-Sadr, la peggiore minaccia alla sicurezza in Iraq. Non è da escludere un'offensiva delle forze Usa contro l'armata. Il premier Al Maliki è stato già invitato ad usare la mano pesante per fermare le attività illegali della milizia.