Inchiesta, il processo non sarà rimandato

La decisione dell’Authority sarà resa nota tra sette giorni

Paola Balsomini

Nessun «spalma interrogatori». Domani mattina alle 9 deferiti e testimoni per la presunta combine tra Genoa e Venezia dovranno presentarsi a Milano per l’inizio del processo. I «colloqui» poi si divideranno tra la giornata di domani e quella di domenica ma intanto tutti i convocati dovranno trovarsi davanti al vicepresidente della Disciplinare Claudio Franchini che darà il via alla prima udienza della Disciplinare. Perchè il processo, salvo clamorosi colpi di scena, domani comincerà regolarmente alle 9. Ieri infatti sono arrivati a Roma gli atti della Procura e della Figc, atti che però non sono ancora stati esaminati dal Garante della Privacy Francesco Pizzetti. Nessuna decisione, fanno sapere dalla capitale, probabilmente nemmeno entro questa sera, ultimo tempo utile per avere un’ordinanza dello stesso giudice a fermare la prima udienza. Una decisione da parte del Garante, invece, con ogni probabilità, arriverà tra la sentenza della Disciplinare e quella della Caf. Quindi si dovrà attendere almeno una settimana. In caso di violazione della privacy il processo potrebbe addirittura essere annullato. Ma intanto il problema è stato rimandato perchè domani Genoa e Venezia dovranno presentarsi davanti a Franchini per il primo grado di giudizio per la presunta combine. Ovviamente non tutti, tra deferiti e testimoni, potranno essere sentiti dal viceprocuratore capo. Ma intanto si stanno mettendo a punto le ultime strategie difensive. Enrico Preziosi si presenterà in aula assistito dagli avvocati Franco Coppi e Mattia Grassani con quella che lui giudica una prova inconfutabile: la videocassetta della partita, per far capire anche ai giudici quanto avesse sofferto durante quei novanta minuti colmi prima di amarezza e poi di gioia. Perchè essere così teso e preoccupato pur sapendo già il risultato della gara e la conseguente promozione in serie A? Chi può dire di non aver visto un presidente assolutamente distrutto al termine del match? Proprio su questo proveranno a puntare i legali del Re dei Giocattoli. Non sarà assistito da nessun avvocato invece Pino Pagliara, l’ex diesse del Venezia che dice di «non aver nulla da nascondere» e che in realtà rischia poco o nulla non essendo più tesserato per nessun club. In realtà la condanna potrebbe essere a «futura memoria», cioè nel caso in cui Pagliara (nella sua auto erano stati trovati i famosi 250 mila euro considerati dalla Figc corpo del reato)decidesse un giorno di rientrare nel mondo del calcio.
Poi c’è la vicenda Cravero, altro interrogato da Franchini, che secondo il capo d’accusa della Figc ha mentito agli inquirenti dicendo che non esisteva alcun premio a vincere da parte del Torino ai giocatori del Venezia. Ma il club granata, già impegnato in altre faccende, non è stato nemmeno sfiorato da questa inchiesta. Domani al processo ci sarà anche Stefano Capozucca che invece sarà assistito da Carlo e Alfredo Biondi.
Ieri intanto i giocatori della Sampdoria Francesco Flachi e Fabio Bazzani si sono recati a Roma, all’Ufficio Indagini della Figc, per essere ascoltati come «persone informate sui fatti». Al vaglio degli inquirenti ancora una volta c’è il derby romano, finito tra i fischi dell’Olimpico e con un soporifero pareggio. In alcune intercettazioni telefoniche tra personaggi che non c’entrano in modo diretto con il mondo del calcio infatti si parlava proprio di un «pareggio tranquillo». Il primo giocatore ad essere stato ascoltato, due settimane fa proprio a Genova, era stato l’attaccante Paolo Di Canio. «Quel fascista di Di Canio - si diceva in una telefonata di uno scommettitore che era stata intercettata - non ci starà mai». Dopo l’idolo dei laziali era stata la volta di Antonio Cassano, mentre ieri è toccato alla vecchia e nuova coppia blucerchiata Flachi-Bazzani. I due infatti si erano sentiti al telefono parlando anche del derby che Bazzani dà li a poco avrebbe dovuto disputare. «Chiacchiere da bar», si vociferava dalla Procura. Procura che intanto continua ad indagare su un giro di scommesse illecite. Gli atti però nel frattempo sono stati trasferiti all’Ufficio Indagini della Figc che, dopo aver formalmente chiuso l’inchiesta sulla presunta combine tra Genoa e Venezia, ha dato il via ad un nuovo filone di interrogatori: «Siamo stati ascoltati - hanno detto Bazzani e Flachi - per partite che non riguardano la Sampdoria ma siamo ssolutamente estranei a questa vicenda». Intanto l’ex presidnete del Venezia Luigi Gallo è stato interrogato sulla vicenda della falsa fidejussione rilasciata al Torino ed è stato sottoposto a una serie di contestazioni da parte del procuratore capo Marcello Maddalena, dall’aggiunto Bruno Tinti e dal pm Alberto Benso. L’indagato, difeso dal porfessor Metello Scaparole e dall’avvocato genovese Patrizia Franco, ha continuato a sostenere di essere stato abilmente raggirato.