Inchiesta Ruby-gate, alle ospiti del premier ispezioni stile Gestapo

Nel blitz scattato all’alba a Milano Due alle ragazze non è stato
risparmiato nulla, comprese le ispezioni corporali. Camere a soqquadro,
tagliati i cuscini. Gli agenti cercavano cocaina, ma hanno solo trovato foulard, vestiti griffati e biglietto per Milan-Real Madrid. <strong>PROVOCAZIONE</strong> <strong><a href="/interni/cosa_si_inventera_domani_magistratura_di_tua/politica-giustizia-berlusconi-provocazione-magistratura-pm-mafia-cosa_nostra-strage/18-01-2011/articolo-id=500291-page=0-comments=1">Cosa si inventerà domani la magistratura contro il Cavaliere? Di' la tua </a></strong>

Non proprio in guanti bianchi. Ovvero: quando si dice che la delicatezza non è un obbligo ma almeno dovrebbe essere una sfumatura. Da usare persino quando si va perquisire gli appartamenti dove vivono le quattordici ragazze, una più una meno, che costituirebbero il presunto harem di Silvio Berlusconi. Già, perché è andata così quando, ancora una volta in forze (ma quanti mai vengono reclutati ogni volta che c'è da scovare un bruscolino che possa portare a incastrare il presidente del Consiglio?) gli investigatori si sono presentati in via Olgettina a Milano 2 nel residence, che secondo le accuse dei giudici della Procura milanese, accoglierebbe le ragazze in comodato d'uso gratuito. Rumors, soltanto rumors, si potrebbe obbiettare, visto che le ragazze del presunto harem, non essendo indagate, non hanno pensato, almeno per ora, ad affidarsi al sostegno di alcun legale. Ma rumors che fanno abbastanza fracasso da suscitare imbarazzo in chi li ha raccolti.
Dato per letto (non per camera da letto) che, in base al nostro ordinamento giudiziario «la perquisizione è uno strumento di ricerca della prova che viene posta in atto anche nei confronti di persone non indagate» converrete con noi che un blitz, attuato all'alba e in grande stile, nei confronti delle giovani e sicuramente avvenenti inquiline del complesso residenziale che sorge non lontano dall'ospedale San Raffaele, suona un po' stonato.
Che cos’è accaduto esattamente qualche giorno fa a Milano 2? È accaduto che un plotone di donne poliziotto avrebbe infatti proceduto, con determinazione degna di miglior causa e di peggior obbiettivo (poniamo un pluriomicida o un terrorista), a svegliare per prima cosa le presunte ragazze della presunta corte di Arcore con metodi assai bruschi. Dopodiché via all'atto secondo: le perquisizioni corporali. Azione che, se avrebbe fatto sicuramente la felicità di molti poliziotti uomini per motivi facilmente intuibili, è stata attuata esclusivamente e giustamente solo da personale femminile. Ma realizzata con una incomprensibile insistenza e una meticolosità particolare tale da non suscitare qualche ulteriore riflessione. Dunque precauzioni eccessive, attenzione spasmodica al minimo dettaglio e metodi discretamente ruvidi. Accompagnati sempre con un tono, a quanto risulta, intimidatorio, e da un pressione psicologica costante nei confronti delle ragazze. Cui sarebbe stato domandato più e più volte dove nascondessero la cocaina. Ma di cocaina ovviamente nessuna traccia. Appartamenti messi letteralmente a soqquadro, dunque, non si sa bene alla ricerca di che cosa. La Procura sostiene che in casa delle signorine in questione, perlomeno in qualche casa, sarebbero stati trovati giochini erotici, gioielli foulard di seta, borse, vestiti griffati. E persino, pensate un po’, anche una busta con i biglietti per la partita Milan-Real Madrid. Che immaginiamo possa considerarsi, a questo punto, la prova regina della liason erotica dell' «harem» di via Olgettina con il premier. Considerato che Silvio Berlusconi non fa mistero della sua fede rossonera.
Ma torniamo al trattamento particolare che sarebbe stato riservato dalle investigatrici alle ragazze di Milano Due. Tutta la loro biancheria intima è stata controllata pezzo dopo pezzo (in un caso anche sotto gli occhi di un bambino figlio di una delle inquiline) quindi repertata e fotografata come si fa di solito sulla scena di un crimine efferato. Poi ispezionati comodini, comò e armadi (classico luogo dove non solo un amante focoso ma anche un presidente del Consiglio può trovare rifugio) le donne poliziotto hanno buttato all'aria le camere sollevando materassi, lenzuola, tagliando addirittura i cuscini e sbirciando sotto i letti. Ma anche lì del Cavaliere nessuna traccia. Nemmeno di qualcuna delle sue celebri cravatte.