Inchiesta sugli appalti EnavVille, viaggi, borse e orologi I regali della "cricca dei cieli"

Le rivelazioni degli imprenditori "pentiti" nell’inchiesta Enav: "Anche un monolocale gratis per mettere le mani sugli appalti"

Roma Non solo tangenti. Al di là delle mazzette da centinaia di migliaia di euro, nell’inchiesta Enav spuntano regalie «minime» d’ogni tipo per ingraziarsi chi aveva il potere di decisione sull’affidamento degli appalti. Un primo accenno lo fa il gip Anna Maria Fattori nell’ordinanza con cui dispone l’arresto dell’ad di Enav Guido Pugliese, del commercialista Marco Iannilli e di Manlio Fiore, direttore tecnico di Selex, ritenuti parte di un «sistema» che attraverso la fatturazione di operazioni inesistenti creava fondi neri da distribuire ai politici o a chi assegnava i lavori.

Nel provvedimento ci si sofferma sul modo in cui Di Lernia decide di affrontare il problema del calo delle commesse che Enav conferiva a Selex. La «strategia» consisteva in «più “manovre di avvicinamento” dei vertici dirigenziali e amministrativi dell’ente con regalie di ingente valore». In questo caso orologi Rolex. Ma l’elenco dei cadeau è lungo e il tema ritorna in più di un’interrogatorio. Come in quello, esemplare, in cui Iannilli il 28 luglio del 2010, svela al pm Giancarlo Capaldo come veniva oliato il meccanismo.

Era l’ex consulente esterno di Finmeccanica Lorenzo Cola, figura strategica all’interno del colosso italiano dell’alta tecnologia, a incaricarlo dell’acquisto di regali e di pagamenti vari. Spese che a volte anticipava con i suoi soldi. Ecco il suo racconto: «Pagavo a Cola, tra l’altro, anche un canone mensile di 13mila euro per l’uso di una casa a Parigi, sita in Rue Saint Honoré. In effetti non si trattava di un canone di locazione, ma piuttosto di una rata di mutuo per l’acquisto di tale abitazione da parte del Cola».

Per gratificare Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini e amministratore delegato di Selex, Cola non avrebbe badato a spese. È sempre Iannilli a raccontare: «Ricordo anche una spesa presso la boutique Hermes di Roma per l’acquisto di una borsa da donna per l’importo di 6.670 euro, acquisto che mi fu commissionato dal Cola per fare un regalo alla signora Marina Grossi per Natale, spesa effettuata da mia moglie Fabrizia Maldarelli con la sua carta di credito».

Iannilli si occupava di pagare tutto quanto necessario all’ex consulente di Finmeccanica: «Ho effettuato per Cola le spese relative alle abitazioni da lui utilizzate in via Frattina, a Sacrofano, in via Crispi e in via Polonia, nonché le spese conseguenti ai traslochi, ai condomini, all’autista, alla donna delle pulizie. In alcune occasioni gli ho consegnato somme in contanti e ho fatto bonifici a sua moglie in Svezia». Quando lo spendaccione Cola ordinava, lui prontamente eseguiva.

La voce doni era sempre in primo piano. «Su indicazione di Cola - svela Iannilli - ho acquistato oggetti vari perché egli doveva fare dei regali. Ricordo, tra gli altri, l’acquisto di 12 orologi Rolex in acciaio del costo di circa 5mila euro ciascuno riportanti all’interno la dicitura Finmeccanica e il logo della società. Cola voleva regalarli a Guarguaglini, Zappa, Prandi, Mongiello, Girodo, l’attuale ad di Alenia Spazio, e ad altri, per festeggiare il buon esito dell’operazione Drs», l’acquisto della società americana grazie alla mediazione di Cola. Per Guarguaglini, invece, non un Rolex qualunque, come quelli destinati agli altri, ma un Patek Philippe d’oro da 20mila euro. Anche Tommaso Di Lernia, l’imprenditore titolare della Print Sistem, società che subappaltava i lavori assegnati da Enav a Selex, ai domiciliari con l’accusa di aver consegnato una mazzetta da 200mila euro al tesoriere dell’Udc Giuseppe Naro, a verbale parla di regali. «Ho regalato all’ad Enav Guido Pugliesi tre Rolex, uno del valore di 22mila euro. In totale ho comprato dieci Rolex e li ho distribuiti. In questo sistema è inserita anche l’amministratore di Selex Marina Grossi». Per favorire un imprenditore vicino a Pugliesi, Di Lernia gli avrebbe messo a disposizione 90mila euro per l’acquisto di un monolocale con cucina.

Ieri, intanto, Pugliesi è stato interrogato dal gip. E ha negato la presunta tangente all’Udc: «Non c’è stata alcuna dazione di denaro al tesoriere Naro in mia presenza. Ero all’incontro nella sede di via Due Macelli il 2 febbraio del 2010 e non ho assistito ad alcuna consegna di denaro da parte di Di Lernia». I loro incontri frequentissimi, come risulta da una delle agende sequestrate a Pugliesi, sarebbero solo frutto della loro decennale amicizia. «Pugliesi - ha spiegato il suo legale, Francesco Scacchi - ha ribadito la sua estraneità al reato contestato e ha evidenziato motivatamente che le accuse contro di lui sono la conseguenza delle sue iniziative aziendali contrarie agli interessi economici di chi lo ha accusato». E cioè l’esclusione della Print Sistem dall’albo dei fornitori Enav.