Inchiesta sulle tangenti, Penati: mi autosospendo "Io estraneo ai fatti, fiducia nella magistratura"

Penati, indagato nell’ambito
dell’inchiesta sull’ex Area Falck per corruzione, concussione e tangenti, si è
autosospeso dal ruolo di vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia. Lui: &quot;Ribadisco la mia estraneità ai fatti&quot;. <strong><a href="/interni/il_giro_bersani_sotto_lente_pm/21-07-2011/articolo-id=535994-page=0-comments=1" target="_blank">Gli uomini di Bersani sotto la lente dei pm F. Rondolino</a></strong>

Milano - Filippo Penati, esponente del Pd indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’ex Area Falck per corruzione, concussione e finanziamenti illeciti, si è autosospeso dal ruolo di vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia. Ne ha dato notizia lo stesso Penati attraverso una lettera inviata al presidente del Consgilio regionale, Davide Boni, e al presidente della Regione, Roberto Formigoni. "A seguito del mio coinvolgimento nella vicenda giudiziaria relativa all`area Falck di Sesto San Giovanni - scrive Penati nella lettera - desidero ribadire la mia totale estraneità ai fatti.

"Sono estraneo ai fatti" In merito anche alle notizie apparse sulla stampa voglio precisare che non ho mai chiesto e ricevuto denaro da imprenditori. Voglio altresì ribadire la mia assoluta fiducia nell'operato della magistratura. Per profondo rispetto dell'istituzione nella quale sono stato eletto e per evitare ogni imbarazzo al Consiglio mi autosospendo dall'esercizio e dalle prerogative di vicepresidente, certo che tutto verrà completamente chiarito e confido a breve".

"Massimo rispetto per le istituzioni" "Da subito - ha aggiunto Penati - rinuncio alle prerogative connesse alla vicepresidenza, non parteciperò più all’ufficio di presidenza e già dal prossimo consiglio siederò tra i banchi dei consiglieri di minoranza. Sono certo di interpretare anche i sentimenti di chi mi ha eletto nel voler garantire in queste circostanze il massimo rispetto delle istituzioni".