Inchiesta Unipol: l’11 settembre dei Ds

Nell’ultimo giorno prima della chiusura di Montecitorio, rinviato l’esame della richiesta del gip sulle intercettazioni telefoniche

Roma - Tutto secondo copione. Con l’unica eccezione del clima un po’ surreale che si viene a creare quando la giunta per le autorizzazioni va avanti nei lavori nonostante l’aula della Camera sia alle prese con una batteria di votazioni che impegnano fino all’ora di pranzo deputati e pure un buon numero di «pianisti», sia di maggioranza che d’opposizione. Per il resto, come annunciato già mercoledì dal presidente della giunta Carlo Giovanardi, nessuna sorpresa: l’esame della richiesta del gip di Milano Clementina Forleo per l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche di Piero Fassino, Massimo D’Alema e Salvatore Cicu nell’inchiesta Unipol-Antonveneta slitta infatti all’11 settembre. Con buona pace del deputato azzurro che da giorni chiedeva che la questione fosse risolta al più presto dando il via libera all’uso dei colloqui, in particolare di quello tra lui e Stefano Ricucci che ai fini dell’inchiesta è «assolutamente privo di qualsiasi utilità investigativa». Ragione per la quale Cicu aveva anche chiesto che la sua posizione potesse essere stralciata. Netto, però, il «no» dell’Unione: o si concede l’autorizzazione per tutti oppure per nessuno.

Comunque, si dovrà aspettare l’11 settembre alle ore 12, quando i dieci oratori che tre giorni fa si sono improvvisamente iscritti a parlare potranno finalmente riprendere a illustrare le loro ragioni. Andando probabilmente avanti per ore e ore se in due giorni si sono riusciti a malapena ad esaurire gli interventi di tre deputati: gli azzurri Nino Mormino e Maurizio Paniz e il ds Oriano Giovannelli.

Di «rinvio» però non parla nessuno, anche se appare chiara la volontà della maggioranza di rimandare la questione a dopo l’estate quando, è la speranza dei Ds, il clima potrebbe essere più disteso. Tuttavia non è affatto escluso che proprio allora la vicenda Unipol possa essere ben più esplosiva di oggi, visto l’avvicinarsi dell’atteso 14 ottobre quando il popolo del centrosinistra sarà chiamato alle primarie per la segreteria del Pd. Così, dopo aver chiesto esplicitamente nei giorni scorsi di far slittare tutto a settembre, ora l’Ulivo preferisce parlare di «necessità di approfondire», come sottolinea il deputato della Margherita Lanfranco Tenaglia. Che ieri ha acconsentito a che si convocasse la Giunta per la quinta volta consecutiva in nove giorni solo a patto che l’esame dell’intera vicenda fosse spostato a dopo l’estate. «Ci siamo riconvocati l’11 settembre - conferma il presidente Giovanardi - perché ci sono ancora così tanti colleghi iscritti a parlare che non si è fatto in tempo a chiudere ora».

Poi, l’accusa lanciata da Maurizio Gasparri (An) contro la sinistra che «fa ostruzionismo» e contro Fausto Bertinotti che, «complice», non ha dato «sostegno» a Giovanardi, innesca l’ennesima polemica. Con il portavoce del presidente della Camera che parla di accusa «priva di fondamento» e l’ex ministro Udc che fa sapere che Bertinotti «ha espresso più volte la disponibilità ad affrontare la questione in aula prima della pausa estiva». Ma a patto che la Giunta potesse decidere, cosa che è stata di fatto impossibile. Da ieri, infatti, Montecitorio è chiusa per oltre un mese di vacanze estive.