Inchiesta Vip, il Riesame: "Corona resti in carcere"

Salta l’accusa di induzione alle prostituzione, gli atti sulle estorsioni passano ai magistrati di Milano. Corona festeggia in cella il compleanno. L’avvocato della Virzì: "La storia dello yacht forse è vera, ma la mia cliente non c’entra"

Gian Marco Chiocci
Massimo Malpica

Potenza - Fabrizio Corona resta in carcere. Non lascerà la cella numero 12 del carcere di Potenza dove è rinchiuso dal 12 marzo e dove ieri ha trascorso la giornata del suo trentatresimo compleanno, perché il tribunale del Riesame ha confermato, parlando di «gravi indizi», la fondatezza dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione. Ma se il titolare dell’agenzia Corona’s non ha potuto festeggiare, il verdetto del Riesame viene accolto con «parziale soddisfazione» dai suoi legali, Francesco e Giuseppe Strano Tagliareni, che parlano di «Pareggio», annunciando comunque ricorso. Un pareggio che per la procura lucana è però un colpo piuttosto duro: Potenza perde la competenza territoriale di tutti gli episodi di presunta estorsione, i cui atti verranno dunque girati alla procura di Milano fatta eccezione per le vicende di Totti e Trezeguet, già trasferiti a Roma e a Torino. Resta dunque in mano a Woodcock solo la parte associativa senza alcun reato satellite. E salta anche l’altro capo di imputazione che pendeva sul fotoreporter: «Tutti gli episodi di induzione alla prostituzione sono stati annullati nel merito dal tribunale del Riesame », spiega Giuseppe Strano Tagliareni. Che sottolinea, inoltre, un’altra decisione «molto significativa» presa dai giudici ieri sera: «Anche la presunta estorsione ai danni di Barbara Berlusconi è stata annullata nel merito». E siccome dagli atti emerge come in questo episodio ci sia comunqueuna dazione di denaro per il ritiro delle foto, viene riconosciuto dal tribunale «che non sempre questo meccanismo, che rimaneidentico negli altri casi, implica estorsione». A completare un pareggio che sa quantomeno di vittoria ai calci di rigore anche il dissequestro di tutti i beni intestati alle società di Fabrizio Corona, la Corona’s e la Carlo’s. Insomma, sembra aperta la strada verso l’unificazione, probabilmente aMilano, del procedimento. Esce libero dal Riesame il manager a luci rosse Riccardo Schicchi la cui custodia ai domiciliari del 12 marzo era stata attenuata in un obbligo di dimora a Roma e comuni limitrofi, una misura che ieri il tribunale ha revocato. Corona, ieri, è stato accompagnato a Palazzo di giustizia per l’interrogatorio di garanzia per rogatoria relativo all’ordinanza di custodia cautelare in carcere arrivata da Roma per la vicenda del presunto ricatto ai danni di Francesco Totti. Ma, di fronte al gip Alberto Iannuzzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Interrogato dal pm Woodcock, che nel pomeriggio ha lasciato Potenza, anche il paparazzo Roberto Buscemi, come persona informata dei fatti. Buscemi fu testimone del collasso di Lapo Elkan a ottobre del 2005, a Torino, dopo aver trascorso la notte in compagnia del transessuale Patrizia. Lasciando il palazzo di giustizia, il fotografo ha solo detto di non aver scattato foto al giovane manager quel giorno. Sul fronte del sempre più fantomatico video compromettente del politico in barca con ragazze, trans e imprenditore, il giorno dopo l’interrogatorio di Leila Virzì il riserbo in procura sul contenuto dell’audizione è altissimo e anche se le voci si moltiplicano incontrollate (e persino i video: si parla di due registrazioni) manca in realtà ogni certezza sull’esistenza di questo filmato. La ragazza avrebbe comunque semplicemente smentito di aver partecipato o di essere a conoscenza di quell’episodio al largo di Capri.Eil suo legale Piervito Bardi, intervistato dal tg regionale, ha spiegato che la Virzì, confermando sostanzialmente la smentita diffusa lunedì scorso, sarebbe stata «coinvolta» nell’episodio a causa di un equivoco, pur non escludendo che parte della storia abbia un fondamento. Probabile una sua audizione in procura nei prossimi giorni.